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sabato 27 febbraio 2016

parole per l'anima #6


L'amore sano e maturo non è un gioco di potere, né un continuo tentativo di dimostrare all'altro qualcosa per avere l'illusione di poter essere amati. 
Dopo il post di lunedì (qui), non credo ci sia molto altro da aggiungere.
Se non che l'amore è reciprocità nel rispetto della diversità; è quando i ruoli possono essere alternati, ma il valore resta inalterato.






buon week end 
virginia 

(fonte immagini: Pinterest)


lunedì 15 febbraio 2016

L'amore è per sempre?



Ieri era la festa degli innamorati e oggi mi dà l'opportunità di parlare ancora d'amore e di coppia.
Prenderò in prestito stralci di un libro che mi piace molto e del quale vi avevo già parlato (qui) qualche tempo fa: “La psicologia dell'amore romantico” di Nathniel Branden.

L'amore è una condizione necessaria per un matrimonio felice, ma […] tutt'altro che sufficiente per aspirare a una felicità stabile.
[…]
La decisione di sposarsi è razionalmente la decisione di condividere un'avventura, non di chiudersi in un bozzolo, in un paradiso immutabile. Un simile paradiso infatti non esiste.
(pag. 205)

Che ne è allora dell'immagine idilliaca dell'amore che ci fa sognare e alla quale spesso aspiriamo? Date queste affermazioni sembrerebbe che un amore che dura per tutta la vita risulti una chimera.
In realtà occorre cambiare il punto di vista:

[…] il desiderio di stabilità, di prolungare questo momento per sempre, è del tutto comprensibile. Ma non è realizzabile. Non perché l'amore sia instabile – può essere la cosa più stabile della nostra vita – ma perché il cambiamento e il movimento sono le cose più naturali del mondo.

Dunque la sfida dell'amore romantico non è con se stesso, ma con le grandi o piccole trasformazioni che la nostra vita ci mette di fronte, con la nostra inevitabile crescita e evoluzione nel tempo e in conseguenza agli eventi che ci accadono.

A volte un uomo e una donna si lasciano non perché lo richiedano la loro crescita e il loro sviluppo, come forse dicono a se stessi, ma perché uno dei due ha ostacolato il processo evolutivo dell'altro.
[…]
poniamo che un uomo faccia lo stesso lavoro da quindici anni e si senta insoddisfatto, annoiato, non realizzato. Vuole una nuova sfida. La moglie è perplessa e spaventata. Che cosa succederà? Avranno la stessa sicurezza economica di cui hanno goduto fino ad ora?perché lui non è più interessato ai vecchi amici? Perché si è messo a leggere così tanto? La prossima novità sarà che si interesserà ad altre donne? Le prende il panico.
Quando lui cerca di spiegarle che cosa gli sta succedendo, lei non ascolta. Teme di perdere quello che ha. E proprio a causa di questo timore comincia a perderlo davvero.
Un marito riferisce che la moglie è sbadata, che non sa nemmeno far quadrare il suo conto in banca. L'ama, dice, ma come vorrebbe che fosse più matura! Succede qualcosa: per qualche misterioso processo di crescita di cui lui non si accorge nemmeno, lei diventa più responsabile, comincia a interessarsi al lavoro di lui, fa domande intelligenti, decide di aprire un'attività tutta sua. Lui è distrutto: che cosa ne è della meravigliosa ragazzina con cui era tanto felice? Lei lo guarda negli occhi e vede un nemico, il nemico della sua realizzazione personale. Vuole il suo amore, vuole rimanere sposata con lui ma vuole anche sentirsi un essere umano completo. Deve tornare a essere una ragazzina irresponsabile e odiare il marito per il resto dei suoi giorni, o deve continuare a lottare per crescere e così allontanarlo per sempre da sé?
(ibidem, pag.206)

Ciò che fa morire l'amore è proprio l'immobilità, la paura che paralizza e che può portare uno dei due partner a impedire la crescita dell'altro, ma anche a boicottare la propria, sperando che il rapporto si salvi, mentre in realtà viene minato allo stesso modo.

Tutte le qualità e gli atteggiamenti necessari per realizzare l'amore romantico richiedono maturità. […] due persone indipendenti e alla pari non si prosciugano a vicenda: si nutrono. […]
Nutrire un altro essere umano vuol dire accettare l'altra persona per quello che è, e nello stesso tempo credere che possieda delle potenzialità da realizzare. Vuol dire essere sinceri con lei riguardo i nostri bisogni e desideri, e tenere sempre presente che l'altro non esiste solo al fine di soddisfarli. Vuol dire esprimere fiducia nella forza e nelle risorse interne dell'altro, ma essere disposti a offrirgli aiuto quando lo chiede (e a volte senza bisogno che lo chieda). Vuol dire creare un contesto in cui l'altro sente di contare qualcosa, sente che l'espressione dei suoi pensieri e sentimenti sarà ben accolta, ma anche saper rispettare il suo bisogno, a volte, di silenzio e solitudine.
(ibidem, pag. 164)

La maturità emotiva rappresenta l'unica possibilità per riuscire a gestire il cambiamento, per affrontare la vita senza sentirsi deprivati come bambini; in questo modo anche la nostra autostima crescerà e si innescherà un processo virtuoso che renderà più ricco il rapporto di coppia.
Come abbiamo già visto (qui): “un matrimonio di successo richiede di innamorarsi molte volte, sempre della stessa persona”, ed ecco che proprio in questo modo, sarà possibile il “per sempre”.

Buona settimana
virginia

giovedì 14 gennaio 2016

parole per l'anima #1


Non hai bisogno di qualcuno 
che ti completi.
Hai solo bisogno di qualcuno 
che ti accetti completamente.

In molti si comportano come se fossero delle metà in cerca di completamento: con dei vuoti da colmare si aggirano nei sentieri della vita, affannosamente, nell'ansia di non trovare mai qualcuno che appaghi i loro bisogni. 


Altri cercano qualcuno che li definisca, che doni finalmente loro un'identità, finendo magari per adeguarsi all'immagine che l'altro desidera, pur di sentirsi qualcosa per qualcuno.


Altri ancora bramano solo un posto sicuro dove sentirsi protetti, e per averlo, sono disposti a sacrificare molto di sé, soprattutto se lo cercano da qualcuno di altrettanto immaturo, che rischia di trasformare l'abbraccio in una morsa.


Invece come abbiamo visto insieme lunedì (qui) il desiderio che alimenta ogni rapporto d'amore, dovrebbe basarsi in primo luogo sull'accettazione dell'altro come diverso da sé, ovvero come individuo che ama ed è amato perché rispetta l'unicità del partner senza cercare di trasformarlo (attente però a non cadere nella trappola del "ti accetto diverso da me anche se tu non lo fai", questo non è amore).


Amore è quando siamo profondamente in sintonia pur nella differenza.


Quando si condividono passioni e ideali, restando però se stessi



Quando il sesso è un incontro e non un mero contatto di corpi


L'amore è quando si riesce a ridere e sdrammatizzare sui difetti dell'altro.



(Non ho bisogno di Google,
mia moglie conosce ogni cosa)




L'amore non è quando 
non ci sono conflitti nella relazione.
L'amore è quando una volta che il conflitto è terminato, 
l'amore è ancora lì.

buon week end
virginia

(fonte immagini: Pinterest)


lunedì 30 novembre 2015

Il desiderio al maschile e al femminile. E' possibile una sintesi?



Qualche tempo fa sono andata a visitare la mostra “Tamara de Lempicka” a Verona (la trovate qui fino al 31 gennaio 2016) e incantata di fronte alle sue opere mi è venuto in mente il titolo di un libro di Massimo Recalcati “Ritratti del desiderio” (2012).

Ma prima di parlare del libro, vi invito a leggere notizie biografiche di Tamara (qui) per comprendere la complessità della sua persona e della sua opera.
Tamara ha avuto una vita sicuramente “sopra le righe”, con una forte personalità che evinciamo fin dagli episodi che riguardano la sua infanzia e adolescenza.
Sposata giovanissima, ha avuto una figlia – Kizette – e poi molti amori con donne che hanno fatto parte della sua esistenza, posando anche come modelle per i suoi quadri.
È nella sezione della mostra chiamata “Visioni amorose” che troviamo tele splendide le quali testimoniano lo sguardo desiderante col quale Tamara si posava sui suoi amori, immortalandole.


Ritratto di madame Perrot (1922)


Ragazza in verde (1932)


Nudo con vele (1931)


La sottoveste rosa (1927)


Mi è venuto in mente il libro di Recalcati perché nel capitolo “il desiderio amoroso” inizia così:

Se dovessi immaginare un quadro, un ritratto plastico di questa figura del desiderio, immaginerei il ritratto di una donna.
(pag. 134)

Questa frase mi è balzata in mente proprio mentre osservavo “La bella Rafaela” (1927):



Recalcati a seguire fa una differenziazione importante sul desiderio sessuale maschile e quello femminile.

Per il desiderio sessuale dell'uomo, il corpo della donna si frammenta in tanti piccoli oggetti – oggetti (a) per Lacan: una ciocca di capelli, una gamba dondolante, il seno tra le braccia incrociate, l'indice della mano, il contorno delle labbra, il capolavoro del culo.
[…]
Se il desiderio maschile e il suo godimento sono governati da un fantasma feticistico, quello femminile, secondo la lezione di Lacan […] gravita attorno alla domanda d'amore. Al posto del "pezzo", al centro del discorso femminile, è la parola, la frase, la lettera d'amore.

(Recalcati, pag. 137-139)

Nello stile pittorico della Lempicka, ho colto questa narrazione unica della mancanza della persona amata, il riconoscimento di un desiderio amoroso che la porta a voler fissare sulla tela il sentimento e farne testimonianza e allo stesso tempo dono, in una via tutta femminile:

è dono del segno che l'Altro mi manca, che la sua esistenza sa scavare in me la mancanza.
[…]
Nel desiderio amoroso di una donna si manifesta la capacità, piena di grazia, di associare il nome al corpo, o se si preferisce, di fare del nome un corpo. Cosa vuol dire? […] La possibilità unica di unire il nome al corpo in modo indissolubile, di amare e di desiderare quel corpo come se fosse un nome, dunque come se fosse assolutamente insostituibile, fuori serie, e di desiderare quel nome, di sentire quel nome, di pronunciare quel nome con la stessa intensità, con la stessa forza pulsionale come se fosse un corpo...
(Recalcati, pag. 141-144)

Ecco perché la bella Rafaela mi ha fatto scaturire queste riflessioni.
Ai miei occhi ha rappresentato la sintesi – per Recalcati e Lacan difficile da realizzare – fra desiderio maschile e femminile.
Nel titolo del quadro c'è il nome, l'identità unica e irripetibile associata alla plasticità di un corpo nudo che sprigiona l'energia di Rafaela e la sua sola, non è il feticcio meramente maschile, è un corpo che emana peculiarità e parla parole di intimità e amore, narra la storia senza bisogno di dirla, racconta l'unione, la vicinanza, l'unicità.

Qualcuno potrebbe obiettare che c'è riuscita perché si tratta di una donna che ha amato un' altra donna...
La Lempicka in realtà, mostra il processo nel linguaggio artistico che le è proprio, dando parola alle immagini, ma oggi voglio darvi testimonianza di aver ascoltato nella stanza di terapia anche molti uomini che contrariamente alle previsioni lacaniane, sono riusciti, grazie all'integrazione della propria parte femminile, a trasmettere l'amore in modo completo alla compagna, apprezzandone sì alcuni tratti e frammenti ma anche entrando in relazione grazie al dialogo, all'ascolto e al rispetto della sua diversità come persona, prima ancora che come donna.

Anzi, se c'è una possibile definizione dell'amore sarebbe proprio quella di rendere l'Altro insostituibile, di amare nell'Altro non il simile ma l'insostituibile nella sua alterità.
                                                                                                                                 (pag. 144)

Auguro a ciascuna di trovare un uomo così.
Vi garantisco che esistono, io ho trovato il mio, adesso tocca a voi.

Buona settimana
virginia 

giovedì 30 luglio 2015

parole per l'anima #21


Visto che negli ultimi post si è parlato di coppia (qui e qui), non ho potuto non condividere con voi questa frase che avevo lì da un po' di tempo.
Questa affermazione non vuol dire semplicisticamente, che gli opposti si attraggono e che le differenze fra i partner si completano a vicenda. 
E' un concetto molto più profondo. 
Significa che è vero amore quando entrambi i membri di una coppia si riconoscono come individui, ciascuno con la propria autenticità, bisogni e desideri, e si amano senza pretendere che l'altro corrisponda alle aspettative infantili di avere un proprio clone per essere felici. 
La premessa è che l'altro - proprio nella sua diversità e imperfezione - ti corrisponda per quello che è. 
C'è da stare sempre molto attente però a non scambiare per amore, la pretesa che il partner ha di essere accettato in atteggiamenti, comportamenti e caratteristiche che non rispettano la vostra persona.   







buon week end
virginia

(fonte immagini: Pinterest)

mercoledì 15 luglio 2015

Gli ingredienti per innamorarsi



Questo inverno era tornato alla ribalta della cronaca un esperimento effettuato dal dottor Arthur Aron nel 1997 (qui) che prevedeva di testare una modalità per creare condizioni di vicinanza interpersonale e intimità, grazie alla somministrazione di tre set di domande (sempre più coinvolgenti emotivamente) a due sconosciuti seduti di fronte in una stanza, per 45 minuti. Il tutto terminava con 4 minuti di silenzio dove i due si dovevano guardare negli occhi.
Quello che ha fatto sì che lo studio venisse considerato ancor più degno di nota è stato uno degli “effetti collaterali”: due delle persone partecipanti si sono sposate dopo sei mesi.
Per questo è diventato famoso come il “test per innamorarsi” e in molti si sono voluti cimentare nella prova testimoniandolo sul web (qui).

Curiosi di sapere le domande? Eccole qua:


PRIMO SET:


  1. Potendo scegliere chiunque al mondo, chi invitereste a cena?
  2. Vorreste essere famosi? In che modo?
  3. Prima di fare una telefonata, fate le prove di quello che direte? Perché?
  4. In che cosa consiste un giorno “perfetto” per voi?
  5. Quando è stata l’ultima volta che avete cantato per voi stessi? E per qualcun altro?
  6. Che cosa scegliereste tra poter raggiungere i 90 anni di età e poter conservare sia la mente che il corpo di un trentenne per il resto della vostra vita?
  7. Avete , segretamente, il sospetto di come morirete?
  8. Nominate tre cose che avete in comune con il vostro partner.
  9. Per che cosa della vostra vita vi sentite più grati?
  10. Se poteste cambiare qualsiasi cosa del modo in cui siete stati cresciuti, quale sarebbe?
  11. Prendetevi quattro minuti e raccontate al vostro partner la storia della vostra vita nel modo più dettagliato possibile.
  12. Se poteste svegliarvi domani mattina avendo guadagnato una qualità o un’abilità, quale sarebbe?

SECONDO SET:

    1. Se una sfera di cristallo potesse raccontare la verità su di voi, il futuro o qualsiasi altra cosa, che cosa vorreste sapere?
    2. C’è qualcosa che avete sognato di fare da sempre? Perché non l’avete fatta?
    3. Qual è il più grande traguardo che avete raggiunto nella vita?
    4. A che cosa date più valore in un’amicizia?
    5. Qual è il vostro ricordo più caro?
    6. Qual è il vostro ricordo più terribile?
    7. Se poteste sapere che nel giro di un anno morirete improvvisamente, cambiereste qualcosa del modo in cui state vivendo? Perché?
    8. Che cosa significa per voi l’amicizia?
    9. Che ruolo giocano l’amore e l’affetto nella vostra vita?
    10. Condividete alternandovi qualcosa che considerate una caratteristica positiva del vostro partner. Condividete un totale di cinque cose.
    11. Quanto accogliente e calda è la vostra famiglia? Credete che la vostra infanzia sia stata più felice rispetto alla maggioranza dell’altra gente?
    12. Cosa pensate della relazione con vostra madre?

TERZO SET:

    1. Fate, a testa, tre vere affermazioni che inizino con “noi”. Ad esempio:“Noi siamo in questa stanza e proviamo…”
    2. Completate questa frase: “Vorrei aver avuto qualcuno con cui condividere…”
    3. Se sapeste di stare diventando veri amici con il vostro partner, condividete che cosa sarebbe davvero importante che sapesse.
    4. Dite al vostro partner che cosa vi piace di lui/lei; siate davvero onesti questa volta, dicendogli cose che non direste mai a qualcuno che avete appena incontrato.
    5. Condividete con il vostro partner un momento imbarazzante della vostra vita.
    6. Quando è stata l’ultima volta che avete pianto davanti a un’altra persona? E da soli?
    7. Dite al vostro partner che cosa già vi piace di lui/lei.
    8. Che cosa – sempre che ci sia – è per voi troppo importante perché ci si possa scherzare su?
    9. Se sapeste che morirete questa sera senza alcuna opportunità di comunicare con qualcuno, che cosa vi spiacerebbe maggiormente di non aver detto e a chi? Perché non gliel’avete ancora detto?
    10. La vostra casa, compreso tutto quel che contiene, prende fuoco. Dopo aver tratto in salvo le persone che amate e i vostri animali avete il tempo di fare un ragionamento su quale oggetto salvare. Che cosa sarebbe? Perché?
    11. Di chi, tra tutti i componenti della vostra famiglia, trovereste più terrificante la morte?
    12. Condividete un problema personale e chiedete al vostro partner un consiglio su come risolverlo. Poi, chiedete al vostro partner di riflettere su qual è, secondo lui/lei, lo stato d’animo con cui avete affrontato il problema che avete scelto.

Come potete notare, si tratta di domande che toccano progressivamente tematiche più profonde e confidenziali, che arrivano a facilitare quella che gli americani chiamano “self-disclosure” lo svelamento di sé, l'apertura all'altro di aree di vulnerabilità dovute a fatti privati, alla condivisione di sentimenti e vissuti difficili da raccontare.

Nella mia stanza di terapia si parla molto di amore, di coppia, di problemi quotidiani legati alla mancanza di una comunicazione vera e profonda.
Molte delle tematiche toccate dalle domande qui sopra, non vengono mai condivise da tante coppie e questo accade perché le persone hanno paura di svelarsi completamente, di mostrare le proprie fragilità, paradossalmente proprio alla persona che dicono di amare.
Perchè?

A volte per paura di essere feriti, di dare all'altro informazioni che potrebbero essere fonte di liti, oppure anche per timore di non essere capiti, di essere derisi o svalutati in qualcosa di importante in cui credono.
Tantissime persone temono il giudizio, celano parti di sé perché vogliono dare al partner un'immagine idealizzata, si mostrano nelle caratteristiche che l'altro si aspetta di vedere e non raccontano mai errori, dolori, episodi della propria vita che li hanno segnati profondamente...
A volte danno anche un'immagine idealizzata della propria famiglia d'origine – che magari profondamente non condividono – ma lo fanno per riparare i propri cari da critiche che possono essere mosse dal partner, per non dare all'altro ulteriori appigli per litigi o confronti...

Tutti questi non detti alla fine ottengono però l'obiettivo di allontanare piuttosto che avvicinare.
A volte mi sembra che la maggior parte delle persone racconti più di sé ad estranei, magari trovati in qualche forum o conosciuti in giro, piuttosto che al proprio partner.

Questo ci dice il test di Aron.
Che forse, quando una persona si trova in un contesto in cui non ha nulla da perdere è più sincera, più diretta e più se stessa. 
Credo sia questo il motivo per cui tanti tradimenti sembrano un'oasi felice – almeno all'inizio – perché i protagonisti si concedono di dire, fare, essere ciò che mai si sognerebbero di dire, fare o essere a casa propria.

Ma un rapporto autentico può nascere (o rinascere) solo sulla volontà di mettersi in gioco fino in fondo, anche col rischio di non piacere a chi ti sta davanti.
Ma non è meglio scoprirlo prima che dopo anni di maschere e bugie?
Essere se stessi è un rischio che dobbiamo correre per essere felici.
Potreste scoprire che l'altro non vede l'ora di poter fare altrettanto.

Intanto vi lascio riflettere ulteriormente su questo video dell' "amore senza protezioni" e questo video  sulle "Sei cose da fare per vivere bene in coppia" 

Buona settimana
virginia

giovedì 21 maggio 2015

parole per l'anima #16


Il più alto risultato 
dell'educazione 
è la tolleranza

Sulla scia del post di lunedì (qui) le parole per l'anima di oggi sono dedicate a coltivare il rispetto delle differenze di cui ciascuno di noi è portatore.
Siamo noi adulti che dobbiamo insegnare alle nuove generazioni che la diversità è una ricchezza, non un dramma.
E che l'amore può coniugarsi in infinite forme. 





Come invocato dal celebre Lou Reed, occorre avere il coraggio di "farsi un giro nella parte selvaggia" e scoprire così che dietro a ogni storia, anche la più strana, si nasconde un essere umano





ognuno è diverso
ognuno è umano




Un po' più gentilezza
un po' meno giudizio





“Di per se stessa, l’omosessualità è limitante quanto l’eterosessualità: 
l’ideale sarebbe essere capaci di amare una donna o un uomo; 
indifferentemente, un essere umano, senza provare paura, limiti, od obblighi.” 
(Simone De Beauvoir)



Buon week end 
virginia

(fonte immagini: Pinterest)