Visualizzazione post con etichetta Amelie Poulain. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amelie Poulain. Mostra tutti i post

venerdì 4 marzo 2011

Un elenco dai magici effetti



Bon bon di benessere n.5 – La lista magica

Permettetemi di indugiare ancora un po' ai piedi della Tour Eiffel, in compagnia della signorina Poulain, per dedicare questo post del venerdì a un simpatico gioco da non sottovalutare per coccolarsi e godere a pieno delle nostre risorse.
Intanto gustate con gli occhi questi due deliziosi video:






Hanno ispirato anche voi, come me?
Ecco dunque il da farsi:
  1. Regalatevi un quadernino da borsa, che rispecchi il più possibile la vostra personalità e vi metta allegria al solo guardarlo. Se siete amanti dell'hand made potete anche prenderne uno anonimo e dedicare qualche ora a decorarne la copertina come più vi piace e renderlo così unico e speciale, come voi.
  2. Scegliete un pennarello del colore che preferite.
  3. Cominciate ad annotare fra le pagine di questo quadernetto tutto ciò che amate, che vi rende felici, che vi fa nascere un sorriso, frasi per voi significative oppure frammenti di immagini della vita di tutti i giorni che vi hanno commosso in senso positivo, rasserenato o che per un attimo vi hanno permesso di dimenticarvi di un problema.
  4. Mentre scrivete col vostro meraviglioso pennarello :-) …respirate tranquillamente e assaporate l'effetto che fa su di voi il ripensare alle cose che state descrivendo arricchendole di più particolari possibili, che saranno preziosi quando vorrete andarle a “ripescare” per ottenere i medesimi effetti.
  5. Portate sempre con voi in borsa il magico quadernino, di modo da potervi annotare in qualsiasi luogo ciò che volete (questo stimolerà anche la vostra attenzione a ricercare immagini benefiche e positive) ma soprattutto per poterlo aprire a una pagina qualsiasi quando ne avete bisogno e immergervi con tutte voi stesse nella bellezza dei suoi contenuti.
  6. Se fate parte della categoria “precisette” come me, potete anche dividerlo al suo interno per argomenti o per emozioni, di modo da andare a cercare a colpo sicuro le frasi più adatte in situazioni di “emergenza” ;-)  
  7. Potete anche arricchirlo con immagini, fotografie o ritagli di giornale.
Sorridete, divertitevi, colorate, sognate...sono tutti toccasana per l'anima.
virginia
p.s.: trovate i bon bon precedenti a partire da qui

giovedì 3 marzo 2011

Soffri anche tu della Sindrome di Amélie Poulain?



Lo ammetto. È in assoluto il mio film preferito.
Nonostante le milioni di volte che l'ho visto, lo rivedrei ancora e ancora, un po' come quando da bambina implori che ti raccontino la stessa favola all'infinito.
È geniale e profondo: riesce a scandagliare con grazia certi piccoli dolori ordinari ed esaltare senza rumore le grandezze dell'animo umano.
Un personaggio delicato e sottile, una donna bambina, con alle spalle una storia di bambina troppo adulta, oggi tutta intenta a mettere in ordine le vite altrui, per non pensare alla propria, così emotivamente disordinata.
Il film parla di amicizie strampalate e tenere, storie di tutti i giorni e umili atti di eroismo quotidiano.
È l'incipit di una storia d'amore timida e riservata, iniziata con un corteggiamento senza autore, una caccia al tesoro del cuore, oscillante fra la paura-desiderio di esporsi ed il rischio di essere rifiutata.
Bellissime le scene con la voce del narratore fuori campo che mostra i milioni di frammenti di esistenze che si intrecciano in un attimo, fa sentire la nostra esistenza relativa e allo stesso tempo parte di un tutto.
E su tutto sovrasta la magia di Parigi, lo spazio domestico del Café des deux moulins e di Montmartre visto con gli occhi di chi ci vive, le sue stazioni dei treni e le banchine dei metrò, testimoni di incontri e partenze, il giallo dell'uomo delle fototessere che dona un pizzico di suspence e i viaggi intorno al mondo del nano da giardino.
Amélie rappresenta un archetipo di femminile sconosciuto alla maggior parte del cinema contemporaneo, abitato da eroine con gli attributi, femmes fatales, vittime del destino, rivoluzionarie indefesse, casalinghe disperate...
È una donna semplice e disarmante: questa è la sua bellezza. Disegnata alla maniera un po' naif, riesce a godere dei piaceri più innocenti e si prodiga perché intorno a lei regni l'armonia, riuscendo così bene a interpretare i bisogni altrui.
“Meglio consacrarsi agli altri che a un nano da giardino” afferma quando l'uomo di vetro la pungola con domande fastidiose che la obbligano a porre attenzione anche alla sua di felicità (“ma lei, dei pasticci della sua vita, chi se ne occupa?”).
È il suo modo teneramente ribelle per criticare un modello genitoriale che non dà speranze sulla possibilità del cambiamento, che si priva di libertà perché ancorato a zavorre del passato che si sono cementate su stupide rivendicazioni (il far fare la pace alla defunta moglie con il nano da giardino che lei detestava!); un padre che ancora non la vede, non la ascolta, incapace di condividere con lei alcuna emozione.
E nonostante questo, con dolce tenacia, alla fine riesce a far capire almeno una “lezione” a quell'uomo, rinunciando ad ottenere le attenzioni che non ha mai avuto, semplicemente spronandolo a fare quello che più desidera. Se questo non è amore...
Spesso, quando ci è mancato qualcosa, facciamo agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi, così anche in Amélie, la sua parte di bambina sola e abbandonata a se stessa, proietta all'esterno dei bisogni misconosciuti anche a lei.
Ma si sa, l'amore vero, che dona senza pretendere, può addirittura essere magico: l'incontro con Nino, avviene grazie agli effetti dei gesti affettuosi che ha donato agli altri, perché ad un certo punto, tutto il mondo “cospira” per fare in modo che anche lei si lasci andare, oltre le paure e le reticenze.
L'uomo di vetro insegna anche a noi una profonda lezione: non si può sempre vivere ai margini per paura di rischiare di soffrire, nonostante le delusioni e le ferite del passato, è inevitabile scontrarsi ancora con la vita, perché se ci lasciamo scappare le occasioni di ricambiare profondamente qualcuno che ci ama, solo per il timore di quel che sarà, col tempo sarà il nostro cuore a diventare secco e fragile.
È bello amare e donare felicità agli altri, ma è altrettanto giusto amare noi stesse, con tutta l'anima.
Buona fortuna, piccole Amélie!
virginia
[se non avete visto il film e volete vederlo non guardate il finale qua sotto!]



p.s. meravigliosa anche la colonna sonora di Yann Tiersen