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lunedì 4 luglio 2016

Rilassamento da vacanza



È ovvio che in vacanza ci si rilassa – direte voi – non è mica una novità!
In realtà non è così automatico come si crede.

il rilassamento è ciò che accade
quando smetti di creare tensione”
(J. Levey)

Partendo da questo assunto di base, è necessario un atto volitivo di quiete per riuscire a fermare non solo le attività concrete ma anche i pensieri e le preoccupazioni mentali.
In vacanza ci si prende una sosta dal tempo frenetico delle giornate di lavoro, dai ritmi incalzanti e dagli impegni quotidiani, ma non è detto che non ce ne creiamo di nuovi e diversi, “adattati” al luogo di villeggiatura.
Per questo motivo mi è venuto in mente di suggerirvi alcuni semplici esercizi creati a partire da stimoli naturali cui potete facilmente agganciarvi come ancora di presenza e concentrazione, e che sono elementi presenti nei luoghi naturali che spesso sono meta di ferie.
Valgono sempre gli accorgimenti di base che abbiamo visto qui, ma complice un lettino da spiaggia o una coperta da picnic, sarà più facile accedere a uno spazio di pausa interiore.
Inoltre, per accentuare l'efficacia dell'esercizio, potete inserirlo dopo il rilassamento della pesantezza che abbiamo provato qui.

Il potere delle onde

Ascolto e mi concentro sul suono delle onde del mare.
Entro pienamente nel ritmo dell'acqua che arriva sulla battigia e poi torna indietro lasciando il segno umido del suo passaggio.

Immagino che ogni onda che si infrange liberi un'energia di benessere che posso respirare a pieni polmoni [qui potete personalizzarlo, immaginando che l'onda porti ciò di cui avete più bisogno in questo momento: es. la calma, la serenità, la salute psicofisica ecc...]
e ogni onda che torna al mare, porti via con sé qualcosa di cui mi voglio liberare [anche qui da personalizzare] come se prosciugasse dentro di me l'energia pesante, portandola via lontano nel grande mare che la disperderà...

Seguo col respiro il venire e l'andare delle onde e percepisco ogni volta il riempirmi di energia pulita e lasciare andare via ciò che mi appesantisce.
[continuare così, concentrandosi sul suono delle onde associato al respiro, fino a che sentite che avete raggiunto un equilibrio di benessere]


Il vento purificatore

Mi concentro sulla sensazione del vento sulla pelle.
Immagino qualcosa di cui mi voglio liberare – un pensiero, una preoccupazione, una emozione... – come se fosse una polvere che copre parte del mio corpo.
Ne immagino il colore, la consistenza, la localizzazione e l'estensione.

Immagino che l'aria che mi attraversa possa portare via con sé poco a poco questa polvere, cercando di concentrare l'attenzione sulla parte (o sulle parti) del corpo dove la percepisco di più, immaginando i granelli che si staccano e il vento che li porta via, lasciando spazio pian piano di nuovo alla pelle libera e alla conseguente sensazione di leggerezza e liberazione.

[Proseguire in questo modo finché non si riesce a visualizzare tutte le parti prive di polvere e concentrandosi sul respiro fissare nella memoria la sensazione di libertà e benessere che ne consegue.]

La passeggiata liberatoria

Immagino di essere lungo un sentiero di montagna, sto per intraprendere una rilassante passeggiata per godermi la natura, ma sento che ho sulle spalle uno zaino troppo pesante.
È carico di tutte le preoccupazioni, i problemi e pensieri che mi opprimono ogni giorno.
Ne percepisco tutto il peso e il senso di oppressione che mi dà il camminare con tutto questo carico.

Decido che posso proseguire liberandomi strada facendo di ciò che mi zavorra.
Faccio un pezzo di strada e poi mi fermo e aprendo lo zaino estraggo un oggetto o simbolo che rappresenta uno dei miei pesi interiori.
Lo lascio sul ciglio della strada e poi rimettendo lo zaino in spalla proseguo nel mio cammino, sperimentando come mi sento più leggero/a.

Dopo ancora un po' di tempo, sento che è il momento di lasciar andare qualcos'altro e di nuovo mi fermo per estrarre dallo zaino un altro elemento che mi impedisce di essere spensierato/a.
Di nuovo riparto, assaporando questa ulteriore liberazione, cominciando a godermi il panorama, perché il mio sguardo non è più a terra, oppresso dai macigni del mio animo.

[andare avanti finché non ci si è liberati di tutto quello che si desidera fino a sperimentare una lieve camminata, la leggerezza del non avere pesi nello zaino e respirando fissare nella memoria questa sensazione di benessere]

Non mi resta che augurarvi un rilassamento profondo e delle vacanze portatrici di rinnovata energia

buona settimana
virginia


lunedì 1 luglio 2013

Vento d'estate




Della mia passione di fotografare finestre in giro per il mondo ormai ne siete a conoscenza.

E se non lo sapete, trovate le puntate precedenti qui e qui.

Quando ho del tempo da dedicare alla scrittura, come in questa domenica che sonnecchia un po' come me, mi piace prendere le foto che ho scattato e scriverci una storia, inventare personaggi, vite di donne che traspaiono dai frammenti di un istante rubato dall'obbiettivo.

Questa è la foto che ho scelto oggi.
 
 
(Rovigno, Croazia - 2010)
 
E questa è la storia che mi ha ispirato. 

Ogni anno in agosto mi rifugio qui.

Mi piacerebbe poter dire che cerco la solitudine, il silenzio... che ho bisogno di dedicare finalmente del tempo a me stessa, dopo tanti mesi di duro lavoro.
Invece non è così.
Vivo a ritmi molli, pur se cadenzati.
Ricopro una posizione privilegiata in azienda, pur essendo una semplice impiegata: non sono costretta a misurare i gesti, a dimostrare forsennati ritmi di battitura sulla tastiera, cercando di distogliere il meno possibile lo sguardo dallo schermo, per non essere redarguita dal capo, implacabile sorvegliante attento che tutti i conti tornino.
Per me i numeri sono davvero un'opinione. Posso permettermi di disilludere le aspettative di chi calcola al minuto la giornata. Perché io rappresento un'eccezione e allo stesso tempo un cliché, duro a estinguersi.
Sono l'amante del capo.
Sono l'altra. Non quella di una sera, no – a volte immagino che sarebbe stato meglio – invece sono quella della vita parallela, quella che se ne sta docile ad aspettare il momento in cui qualcosa cambierà.
Mi rendo conto che anche il tempo per me è un'opinione.
Forse era meglio se facevo la filosofa, piuttosto che la contabile.

Ogni anno mi rifugio in questo piccolo appartamento, che mi rispecchia.
Anche lui sta in mezzo, in uno spazio ritagliato fra case di tutt'altra importanza.
C'è giusto questa finestra, unico affaccio alla luce, unica possibilità di contatto col mondo. Da qui puoi osservare la vita nelle stanze degli altri, assistere a scene familiari di una pacificante noia mortale: bambini a fare la doccia, no, adesso, che poi si mangia, caro digli qualcosa, pensaci tu, io non posso, cosa si mangia, tutti a prendere il gelato... e il tempo passa.
Qui dentro non ci sono voci di bimbo, non c'è nemmeno un cane o un gatto perché a Lui non piacciono.
E io rispetto i suoi desideri, non come la moglie che per accontentare i bambini, gli ha imposto un cucciolo dispettoso che deve portar fuori ogni sera (ma almeno a volte diventa la scusa per un incontro fugace).
Ma anche questo non basta a farlo migrare.

Ogni anno mi rifugio in queste due stanze di false speranze.
Sono io che migro assecondando i venti del suo volere.
Si, lui è qui, nel paesino vicino. Con la famiglia, e pure il cane.
Ogni tanto va a pesca, questo è quello che dice.
E si rifugia con me qui dentro per qualche ora, provando a pescare un po' di entusiasmo nei miei occhi annacquati dalla tristezza. Ovvio che non glielo faccio pesare. Io devo essere una valida alternativa.
Così anche le mie vacanze sono molli, ma cadenzate.
A Lui va bene così. Lui scandisce il ritmo della mia vita.
Presenza, assenza, presenza, assenza... io esisto se c'è, mi spengo se manca.
Guardo in controluce questo bikini che ogni giorno indosso e stendo al filo la sera, una volta liberato dai residui di una lunga giornata di solitudine salmastra.
Una volta era di un bel verde acceso, vivo e vibrante, mentre adesso è sbiadito, sformato e vissuto, ma non riesco ad abbandonarlo, così come Lui non abbandona la confortante morsa del suo vivere quotidiano.
Io mi sento come l'altro mio costume, quello nuovo, che giace ripiegato su se stesso sul fondo del borsone da spiaggia. Mi piace, quando l'ho comprato ne ero entusiasta, tipico colore sgargiante e modello molto particolare, sexy, all'ultima moda: quante volte l'ho provato davanti allo specchio, prima di partire, sicura che questa volta avrei osato indossarlo, rinunciando all'abitudine di quello conosciuto.
Invece poi trovo sempre mille scuse: si rovina, domani lo metto, per quella spiaggia non va bene, aspetto la giornata in cui Lui si decide a portarmi in quella caletta che conosce.
E così arriva l'ultimo giorno di vacanza. Ed è tardi.
Se non lo indossi subito poi non lo metti più, perché lascia meno spazio all'immaginazione, è ridotto ai minimi termini e rivela segni bianchi sulla pelle già abbronzata, che mostrano che qualcun altro c'è stato prima, ha occupato quello spazio, ma in maniera più sobria, più contenuta.
Sua moglie è il costume di ogni giorno, un verde sbiadito di consuetudini che non lasciano spazio al desiderio. O almeno questo è quello che Lui sostiene, (e forse non gli credo più).
Io sono il sexy bikini che potrebbe portare una ventata di novità, ma ormai trova senso solo in una stanza, davanti allo specchio, senza mai vedere la luce del sole, perché se fosse indossato dopo l'altro, urlerebbe al mondo scomode verità.

L'estate sta per finire. Stasera sento che sta cambiando il vento.
È un po' che ci penso.
Qui vicino c'è una spiaggia naturista. Non c'è bisogno di costumi.
Può essere il modo di cancellare tutti i segni sulla pelle, per ripartire da zero.
Domani ci vado.
Non aspetterò le briciole di tempo dell'ultimo giorno prima del rientro. Non assisterò alla telefonata di richiamo per preparare le valigie, calmare i bambini e portare fuori il cane.
È la prima decisione autonoma da anni.
Mi sento già meglio. E forse, chissà... al rientro, farò la filosofa.
O la contabile... ma sul serio.
Una riga e si tirano le somme.
Se i conti non tornano, è l'ora di cambiare metodo... e aria.

Buona settimana, soprattutto a coloro che sono in procinto di seguire venti diversi, per scoprire nuove terre da esplorare.  
 
virginia
 
N. Fabi, M. Gazzé - Vento d'estate

giovedì 2 agosto 2012

Lib(e)ri per ferie


Sapete quanto io ami i libri e quanto non mi stancherò mai di suggerirvi letture affascinanti per la vostra anima.

Siamo entrate nel mese di agosto. Per alcune significa vacanza, per altre riposo, per altre ancora lavoro, ma magari con ritmi meno serrati che in altri periodi dell'anno.

In ogni caso voglio indicarvi dei testi da poter sfogliare e assaporare, tuffandovi nelle vite di personaggi che vi facciano provare emozioni, che vi portino altrove, anche se siete sul divano di casa vostra.

Sono gli ultimi che hanno abitato il mio comodino, dalla primavera ad oggi.

Vi prometto che non citerò quelli troppo psico-tecnici (o “mattonazzi” che solo io riesco a leggere prima di dormire, come dice una mia amica!).

Se vi appassionano le storie tutte al femminile:
_Dieci donne. Marcela Serrano
_Donne dagli occhi grandi. Angeles Mastretta
_La donna abitata. Gioconda Belli.
_Passioni di famiglia. Cristina Comencini

Sul tema del rapporto speciale con una madre e sul lutto della sua perdita:

_Fai bei sogni. Massimo Gramellini
(un altro che mi viene in mente adesso, declinato al femminile è Se è una bambina, di Beatrice Masini, di qualche anno fa..)

Sul tema del padre, della responsabilità e delle scelte che cambiano una vita:

_Il senso dell'elefante. Marco Missiroli

Sul tema di cui tutti parlano... (non ho letto le cinquanta sfumature di grigio), ma Sul mio corpo di Sonia Rottichieri.

Sull'importanza della libertà, sull'uso dei libri per raggiungerla, sulla rivoluzione silenziosa ma dirompente come solo le donne sono capaci di fare:
_Leggere Lolita a Teheran. Azar Nafisi
_Io Nojoud, dieci anni, divorziata. Nojoud Ali

Per le future mamme:
_Pensare per due. Massimo Ammanniti.

Per la bambina che c'è in voi:

_Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Lewis Carroll (questo me lo sono scaricato sul telefono e i miei occhi lo sorseggiano nelle pause, quando hanno bisogno di sognare)

Buona lettura!
virginia

lunedì 16 luglio 2012

La tua vita è un'opera d'arte



Sono stata in vacanza.

Ma la mia voglia di scandagliare i significati dell'esistenza non si prende mai una pausa :-)

Uno di questi giorni ero in una stupenda spiaggia di ciottoli neri, davanti a un mare di cristallo azzurro-verde e la mia attenzione è stata catturata da una piccola scultura di sassi sovrapposti, che si ergeva solitaria in una distesa di pietre levigate.

Un piccolo dolmen fatto di equilibri sospesi e tanta attenzione.

Ispirata da quella opera d'arte, ho provato a riprodurla [e mio marito con me ;-) ], usando pietre diverse e cercando trame di sasso che potessero combaciare per rendere possibile la sfida alla gravità.

È un lavoro paziente che non vuole fretta, fatto di concentrazione, esigente maestro di accuratezza, applicazione, impegno.

Non basta mettere le pietre una sopra all'altra, ci vuole mano zelante, mente ferma e placida emozione.

Ecco i nostri  risultati.





Ho scoperto che c'è una vera e propria disciplina zen – la stone balancing – che è anche una forma meditativa.

Infatti, mentre costruivo passo dopo passo la mia opera, sono entrata nelle forme, nei colori, in ogni più minuto particolare, astraendomi da tutto il resto.

Contemplando alla fine il risultato mi è arrivata questa considerazione.

Queste torrette di pietra sono come le nostre vite: ognuna è unica e irripetibile, frutto di quel momento, dell'unione magica di elementi diversi fra loro nella forma e composizione, nei colori, nelle sfumature.

Ogni vita è costituita da elementi sovrapposti, da equilibri precari, da errori che in un momento fanno vacillare la fiducia di farcela, da cadute rovinose che ti obbligano a ripartire da capo, da momenti di euforia dopo un traguardo raggiunto, da attimi di semplice felicità perché tutto va come deve andare.

La vita di ciascuno è una continua opera di costruzione. Un'opera d'arte in progress.

La tappa successiva tiene conto di quella precedente, proprio come il sasso che sovrasta deve fare i conti con quello che sta sotto, per trovare la sua posizione ottimale.

A volte è facile. A volte è difficile. Molto difficile.

Puoi avere a disposizione tante pietre di varie forme e superfici, di modo da poter scegliere quelle più semplici o congeniali, così come averne solo di poche e impossibili, con le quali comunque fare del tuo meglio per creare un equilibrio, o qualcosa che gli si avvicini.

Il problema è che a noi piacerebbe invece, al posto dei vacillanti sassolini, avere sempre a diposizione i cubetti lego, quelli di quando eravamo bambine, che magicamente trovavano l'incastro perfetto sotto le nostre dita, che ogni giorno diventavano sempre più abili a erigere colonne che svettavano fiere e composte.

Siamo alla continua ricerca di certezze e fondamenta di cemento armato per i nostri sogni.

Invece questi si realizzano percorrendo strade tutte loro, oppure non si realizzano, ma anche nel fallimento c'è un significato nascosto, una lezione da imparare.

Contrariamente ai mattoncini perfetti, le tappe dell'esistenza sono imperfette, come le pietre.

Le stesse pietre però hanno una storia. Non nascono con quella forma, ma sono levigate dal mare, dal vento, dalla pioggia... come le nostre vite sono plasmate dalle lacrime, dai sorrisi, dal rapporto con gli altri.

Non sono mai stata incline alla credenza che tutto è già scritto.

Il nostro intervento è fondamentale. Sempre.

Anche se non si possono cambiare le cose, possiamo dar loro la nostra impronta, dare un equilibrio di senso dove apparentemente non c'è, modificare di qualche centimetro la posizione e far sì che ciò che è caduto possa di nuovo provare a sfidare la gravità.

E quando ci riusciamo è un traguardo ancora più grande.

Certamente non è più possibile avere i solidi mattoncini, ma si può invece recuperare lo sguardo con cui da bimbe guardavamo alla nostra piccola e grande costruzione: occhi pieni di soddisfazione e meraviglia.

La nostra vita, così come la torre di sassi, è un'opera d'arte, che acquista bellezza e significato per chi la coglie, non per chi la giudica.

Oggi, voglio rendere onore all'opera d'arte che c'è in ogni vita. Anche nella tua.

Ben ritrovate e buona settimana a voi.

virginia

mercoledì 27 giugno 2012

Holiday to do list (memorandum di benessere per una vacanza)



Fra poco è luglio, complice il caldo che non ci lascia tregua, il nostro pensiero è tutto votato alle prossime vacanze, che occupano la maggior parte delle conversazioni di chi si incontra per strada e riecheggiano nelle case dove ancora non è stata decisa una meta...

Oggi vorrei provare a stilare una lista di cose da ricordare, non tanto di affari pratici per poter sbrigare al meglio i preparativi o gestire in modo ottimale il soggiorno, ma alcune gocce refrigeranti di consapevolezza, che aiutino a fare attenzione a ciò che accade dentro, perché la pausa di rigenerazione abbia effetti duraturi nel tempo.
  1. qualsiasi sia la meta, cercate di sentirvi “fra parentesi”. Almeno per quei giorni non pensate al lavoro, ai problemi, evitate telefonate non necessarie: ce la possono fare tranquillamente senza di voi, anche se credete il contrario.
  2. Concedetevi tempo. Evitate di scandire le giornate con gli stessi ritmi (fagocitanti) di sempre. Provate a dire no agli appuntamenti prestabiliti, alle attività frenetiche dei villaggi dove ogni ora è scandita da qualcosa da fare, ai percorsi definiti al dettaglio, al prendere tutto con smania di fare.
    Dite si, alla calma, al silenzio, al riposo.
  3. Provate ad assumere un atteggiamento di scoperta: sia che entriate in contatto con un'altra cultura o che andiate al solito stabilimento balneare di una vita, cercate elementi di novità che arricchiscano il vostro patrimonio di conoscenze o il vostro repertorio di emozioni. Mangiate cibi sconosciuti, parlate con persone diverse, fate cose che a casa di solito non fate. No alle abitudini.
  4. Entrate in contatto profondo con la natura. Camminate sulla sabbia facendo attenzione al contatto dei piedi con la terra e l'acqua, ritrovate il ritmo del vostro respiro sintonizzandolo con le onde che si infrangono sulla riva, lasciatevi attraversare dall'aria pura di montagna mentre osservate le vette limpide e maestose, oppure godete semplicemente di un giardino, oasi verde fra i grattacieli di una grande città.
  5. Nel caso di una vacanza in città d'arte, entrate in connessione con le opere che guardate, provate a gustarne i particolari, ascoltare ciò che provocano in voi, chiedetevi perché un colore, un particolare architettonico o un soggetto di un quadro colpisce così il vostro animo...
  6. Fate delle foto che non si limitino a immortalare volti, ma riescano a fermare un momento, rappresentino qualcosa di significativo che quando verrà poi rivisto in seguito riesca a trasmettere un senso di compiuto appagamento. Se ci sono paesaggi che vi evocano emozioni e sensazioni di benessere, catturateli nell'obiettivo e poi, una volta a casa, collocateli qua e là come piccoli spunti di gioia quotidiana.
  7. Scegliete un libro (o più) da portare con voi. Chiedetevi che cosa il vostro animo ha voglia di scoprire in questa pausa dal tran tran e poi vagate per una libreria o in biblioteca in cerca di un titolo che catturi la vostra attenzione.
  8. Dedicatevi al vostro partner e insieme donate nuova energia alla coppia. Anche qui sentitevi fra parentesi, sperimentate, dialogate, chiedete, proponete, giocate, fate l'amore, siate complici, siate donne diverse da quelle che siete ogni giorno, mostrategli lati inusuali e chiedetegli di fare altrettanto.
    Dedicatevi ai bambini. Anche se lo fate ogni giorno, provate a sperimentare cose nuove anche con loro, assecondate un loro desiderio che non deve essere materiale, ma relazionale. Tornate un po' bambine anche voi e concedetevi di giocare, scoprire, raccontare... il vostro bambino ne sarà felice. Se non avete bambini, osservateli e provate a ritrovare dentro di voi qualche qualità della vostra bambina interiore, che può essere un'ottima risorsa in alcune situazioni.
  9. Nel caso rimaniate a casa, potete fare lo stesso molte delle cose elencate ai punti precedenti, in più, approfittate per fare tutto ciò che vi fa stare bene ma che non avete mai il tempo di fare durante l'anno. Ad es. cucinate con passione, cominciate un nuovo hobby o bricolage, approfondite un argomento che vi interessa, ecc...
  10. Alla fine della vacanza decidete alcune “parole chiave” da portare con voi al ritorno. Devono essere aspetti importanti, qualcosa che avete provato o imparato, una qualità che volete portare nel vostro quotidiano, per donargli spazio e coltivarla nel tempo. Una parola-seme, un concentrato della vacanza in poche lettere. Averla presente vi aiuterà a prolungare gli effetti di questi giorni di leggera beatitudine da recuperare per rinfrancarvi durante l'inverno che verrà.
Vi lascio con una perla di saggezza di Lao Tzu, da scrivere a caratteri cubitali nella vostra mente “chiunque pratichi la non-azione è occupato a non essere occupato”.

Ricordatevi che anche l'ozio può essere un'attività cosapevole... ;-)

Buona vacanza!

virginia

lunedì 15 agosto 2011

Il danno da vacanze rovinate



Care amiche,
parliamo di vacanze rovinate… e ci mancava pure quello in tempo di crisi..
Eppure..
Il 21/6/2011 e' entrato in vigore il cosiddetto "codice del turismo", il nuovo testo unico che abroga e riunisce tutte le leggi precedentemente emanate nel settore "turismo".

Vengono definite in modo dettagliato, nell'ambito di esercizio di impresa, tutte le varie attivita' di ricezione turistica (albergo, campeggio, etc.), con divieto per gli esercenti di utilizzare denominazioni non corrispondenti ai servizi resi;


Un'ulteriore iniziativa e' la creazione dello Sportello del turismo al quale il turista potra' rivolgersi sia per ottenere informazioni ed assistenza sia per presentare reclami, per la cui gestione pero' si deve attendere un decreto attuativo.

Il codice ha anche riformato parte del codice del consumo. In particolare: * le norme relative ai pacchetti viaggio
vengono abrogate e assorbite dal Codice del turismo, con poche modifiche sostanziali alle regole di base, una delle quali pero' "pesante": nei contratti firmati a distanza o fuori dalle sedi commerciali del venditore puo' essere prevista l'esclusione del diritto di recesso. Per questi contratti viene pero' finalmente messo "nero su bianco" il concetto di "danno da vacanza rovinata", riferendolo al danno "correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all'irrepetibilita' dell'occasione perduta" conseguente ad un inadempimento grave del tour operator.* le norme relative alla multiproprieta' restano invece nel codice del consumo ma vengono riformate secondo i dettami della Direttiva 2008/122/CE, recepita dal nuovo codice. Tra le nuove regole: nuovo concetto di multiproprieta' (esteso a tutte le varie forme di godimento a periodi fissi di beni mobili o immobili), creazione di nuove forme contrattuali affiancate alla multiproprieta', estensione del diritto di recesso a 14gg, e nuove tutele per il turista (come i prospetti precontrattuali predefiniti che i potenziali clienti devono sempre ricevere prima di firmare).

Questa la classificazione del codice:STRUTTURE ALBERGHIERE E PARALBERGHIERE
Alberghi: esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori in camere ubicate in uno o più stabili o in parti di stabile.Motel: alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, che assicurano alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento di carburanti.Villaggi-albergo: esercizi dotati dei requisiti propri degli alberghi e/o degli alberghi residenziali, caratterizzati dalla centralizzazione dei servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso complesso e inseriti in area attrezzata per il soggiorno e lo svago della clientela.Residenze turistico alberghiere: esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, ubicate in uno o più stabili o parti di stabili, che offrono alloggio e servizi accessori in unità abitative arredate, costituite da uno o più locali, dotate di servizio autonomo di cucina.Alberghi diffusi: strutture ricettive caratterizzati dal fornire alloggi in stabili separati, vicini tra loro, ubicati per lo più in centri storici e, comunque, collocati a breve distanza da un edificio centrale nel quale sono offerti servizi di ricevimento, portineria e gli altri eventuali servizi accessori.Residenze d’epoca alberghiere: strutture ricettive alberghiere ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico–architettonico, dotate di mobili e arredi d’epoca o di particolare livello artistico, idonee ad un’accoglienza altamente qualificata.Bed and breakfast organizzati in forma imprenditoriale: strutture ricettive a conduzione ed organizzazione familiare, gestite da privati in modo professionale, che forniscono alloggio e prima colazione utilizzando parti della stessa unità immobiliare purché funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi.Residenze della salute – beauty farm: esercizi alberghieri dotati di particolari strutture di tipo specialistico proprie del soggiorno finalizzato a cicli di trattamenti terapeutici, dietetici ed estetici.
STRUTTURE EXTRALBERGHIERE

Affittacamere: strutture ricettive composte da camere ubicate in più appartamenti ammobiliati nello stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari.Attività ricettive a conduzione familiare - bed and breakfast: strutture ricettive a conduzione ed organizzazione familiare, gestite da privati in forma non imprenditoriale, che forniscono alloggio e prima colazione utilizzando parti della stessa unità immobiliare purché funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi.Case per ferie: strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici, operanti senza fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari. Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti e relativi familiari, di altre aziende o assistiti dagli enti di cui al presente comma con i quali sia stata stipulata apposita convenzione.Unità abitative ammobiliate ad uso turistico: case o appartamenti, arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, dati in locazione ai turisti, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non inferiore a sette giorni e non superiore a sei mesi consecutivi senza la prestazione di alcun servizio di tipo alberghiero. Le unità abitative ammobiliate a uso turistico possono essere gestite:
a) in forma imprenditoriale;
b) in forma non imprenditoriale, da coloro che hanno la disponibilità fino ad un massimo di quattro unità abitative, senza organizzazione in forma di impresa;
c) con gestione non diretta, da parte di agenzie immobiliari e società di gestione immobiliare turistica che intervengono quali mandatarie o sub-locatrici, nelle locazioni di unità abitative ammobiliate ad uso turistico sia in forma imprenditoriale che in forma non imprenditoriale, alle quali si rivolgono i titolari delle unità medesime che non intendono gestire tali strutture in forma diretta; l’esercizio dell’attività di mediazione immobiliare relativamente a tali immobili è compatibile con l’esercizio di attività imprenditoriali e professionali svolte nell’ambito di agenzie di servizi o di gestione dedicate alla locazione.Strutture ricettive - residence:
complessi unitari costituiti da uno o più immobili comprendenti appartamenti arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, gestiti in forma imprenditoriale, dati in locazione ai turisti, con contratti aventi validità non inferiore a tre giorni.Ostelli per la gioventù: strutture ricettive per il soggiorno e il pernottamento, per periodi limitati, dei giovani e dei loro accompagnatori, gestite, in forma diretta o indiretta, da enti o associazioni.Attività ricettive in esercizi di ristorazione: strutture composte da camere, ciascuna con accesso indipendente dagli altri locali, gestite in modo complementare all'esercizio di ristorazione dallo stesso titolare e nello stesso complesso immobiliare.Alloggi nell’ambito dell’attività agrituristica: locali siti in fabbricati rurali gestiti da imprenditori agricoli come agriturismo. Ricordiamo che l'agriturismo e' disciplinato a parte, dalla legge 96/2006.
Attività ricettive in residenze rurali (country house): sono le strutture localizzate in ville padronali o fabbricati rurali da utilizzare per l'animazione sportivo-ricreativa composte da camere con eventuale angolo cottura, che dispongono di servizio di ristorazione aperto al pubblico.Foresterie per turisti:
strutture ricettive normalmente adibite a collegi, convitti, istituti religiosi, pensionati e, in genere, tutte le altre strutture pubbliche o private, gestite senza finalità di lucro che offrono ospitalità a persone singole e a gruppi organizzati da enti e associazioni che operano nel campo del turismo sociale e giovanile, per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose e sportive, al di fuori dei normali canali commerciali.Centri soggiorno studi: strutture ricettive, gestite da enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali, soggetti privati operanti nel settore della formazione dedicati ad ospitalità finalizzata all'educazione e formazione in strutture dotate di adeguata attrezzatura per l'attività didattica e convegnistica specializzata, con camere per il soggiorno degli ospiti.Residenze d'epoca extralberghiere: strutture ricettive extralberghiere ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico e architettonico, dotate di mobili e arredi d'epoca o di particolare livello artistico, idonee ad una accoglienza altamente qualificata.Rifugi escursionistici: strutture ricettive aperte al pubblico idonee ad offrire ospitalità e ristoro ad escursionisti in zone montane ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni, servite da strade o da altri mezzi di trasporto ordinari, anche in prossimità di centri abitati ed anche collegate direttamente alla viabilità pubblica.Rifugi alpini: strutture ricettive ubicate in montagna, ad alta quota, fuori dai centri urbani. I rifugi alpini sono predisposti per il ricovero, il ristoro e per il soccorso alpino e devono essere custoditi e aperti al pubblico per periodi limitati nelle stagioni turistiche. Durante i periodi di chiusura i rifugi alpini devono disporre di un locale per il ricovero di fortuna, convenientemente dotato, sempre aperto e accessibile dall’esterno anche in caso di abbondanti nevicate e durante il periodo di apertura stagionale il servizio di ricovero deve essere comunque garantito per l'intero arco della giornata.
STRUTTURE RICETTIVE ALL'APERTO

Villaggi turistici: strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria, allestite ed attrezzate su aree recintate destinate alla sosta ed al soggiorno di turisti in allestimenti minimi, in prevalenza sprovvisti di propri mezzi mobili di pernottamento. I villaggi turistici possono anche disporre di piazzole di campeggio attrezzate per la sosta ed il soggiorno di turisti provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento.Campeggi: strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria, allestite ed attrezzate su aree recintate destinate alla sosta ed al soggiorno di turisti in prevalenza provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento. In alternativa alla dizione di campeggio può essere usata quella di camping. I campeggi possono anche disporre di unità abitative mobili, quali tende, roulotte o caravan, mobilhome o maxicaravan, autocaravan o camper, e di unità abitative fisse, per la sosta ed il soggiorno di turisti sprovvisti di propri mezzi mobili di pernottamento.Campeggi nell’ambito delle attività agrituristiche: aree di ricezione all’aperto gestite da imprenditori agricoli nell'ambito di un agriturismo (disciplinato a parte dalla legge 96/2006.
Parchi di vacanza: campeggi, a gestione unitaria, in cui è praticato l’affitto della piazzola ad un unico equipaggio per l’intera durata del periodo di apertura della struttura.
Nelle strutture ricettive all’aperto sono assicurati:

- sorveglianza continua della struttura ricettiva durante i periodi di apertura;
- la continua presenza all'interno della struttura ricettiva del responsabile o di un suo delegato;
- la copertura assicurativa per i rischi di responsabilità civile a favore dei clienti.
LE STRUTTURE RICETTIVE DI MERO SUPPORTO
Sono strutture allestite dagli enti locali per coadiuvare il campeggio itinerante, escursionistico e locale. Comprendono quindi le aree di sosta, aperte al pubblico, destinate alla sosta temporanea di turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo. GLI STANDARD MINIMI QUALITATIVI
Verranno stabiliti da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) a livello nazionale. Le Regioni poi potranno migliorarli o particolareggiarli.

A livello nazionale verra' anche stabilito un sistema di rating, associabile alle stelle, che consenta di misurare e valutare la qualita' del servizio. Le strutture potranno aderire a questo sistema volontariamente.
LE AGENZIE DI VIAGGIO
Il codice chiarisce il ruolo delle agenzie di viaggio.
Le agenzie di viaggio possono esercitare, congiuntamente o meno, attivita' di produzione, organizzazione e vendita (come intermediari) di servizi turistici (viaggi, soggiorni, pacchetti viaggio, etc.) e/o prestare servizi di accoglienza e assistenza ai turisti.
Rientrano nella categoria anche le imprese che organizzano trasporti (via terra, aerea, mare, fluviale, etc.) quando ad essi sono abbinati servizi aggiuntivi rispetto a quelli strettamente legati al trasporto (crociere, gite, escursioni), nonche' le imprese che svolgono attivita' locali di noleggio di mezzi di trasporto.
Non rientrano nella categoria le imprese che svolgono mera attivita' di vendita o distribuzione di biglietti di viaggio, oppure di cofanetti regalo o voucher regalo che permettano la fruizione di servizi turistici, anche disaggregati.

Rispetto a tali attivita', la denominazione sociale di ciascuna impresa non deve trarre in inganno il consumatore: quindi le parole "agenzia di viaggio", "agenzia di turismo", "tour operator", etc., vanno usate appropriatamente rispetto all'attivita' effettivamente svolta, altrimenti le imprese sono passibili di multa stabilita a livello regionale.
Dal 21/6/2011 le imprese hanno un anno di tempo per adattarsi a quanto sopra, eventualmente cambiando o integrando la propria denominazione.
-I PACCHETTI VIAGGIO

Il codice "assorbe" la normativa prima contenuta nel Codice del Consumo, apportando poche modifiche sulle regole base, una delle quali pero' "pesante": nei contratti firmati a distanza o fuori dalle sedi commerciali del venditore puo' essere prevista l'esclusione del diritto di recesso.

In senso positivo viene invece messo "nero su bianco" il concetto di "danno da vacanza rovinata", riferendolo al danno "correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all'irrepetibilita' dell'occasione perduta" conseguente ad un inadempimento grave del tour operator.
"MARCHI" DI QUALITA'
Con prossimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) verranno fissate le modalita' di assegnazione di alcuni riconoscimenti di qualita' in ambito turistico, introdotti dal codice:
- attestazione di eccellenza turistica "Maestro di cucina italiana", da attribuire annualmente;
- attestazione di eccellenza turistica "Maestro dell'ospitalita' italiana" , da attribire annualmente;
- "Medaglia al merito del turismo per la valorizzazione dell'immagine dell'Italia";
- "Medaglia al merito del turismo per gli italiani all'estero".

I riconoscimenti ottenuti dalle imprese potranno essere utilizzati nella pubblicita', per un biennio, per poi inserirla nel proprio logo o nella denominazione.

LO SPORTELLO DEL TURISTA
Il codice prevede che a livello istituzionale, tramite il Dipartimento per il turismo, venga data assistenza al turista tramite:
- istituzione di un call center per informazioni e assistenza
- istituzione dello "Sportello del Turista" per proporre istanze e reclami nei confronti delle
imprese turistiche che non rispettano la legge.

Al reclamo segue un'istruttoria, durante la quale il Dipartimento puo' chiedere documenti, notizie e dati al turista e all'impresa oggetto del reclamo, con risposta entro 30 giorni.
Salvo i casi in cui vi sia necessita' di reperire ulteriori informazioni, entro 45 giorni dalla ricezione del reclamo il Dipartimento deve dare risposta al turista reclamante. Il termine massimo di gestione del reclamo non dovra' in ogni caso superare i 60 giorni.

L
a procedura di gestione dei reclami dovra' essere fissata da un decreto (DPCM) e dovrebbe poter essere accessibile telematicamente, dal sito http://www.governo.it/Presidenza/DSCT/index.html

CONTESTAZIONI, CONCILIAZIONE E (eventuale) CAUSA
A prescindere dalla possibilita' di rivolgersi allo Sportello del Turista (quando sara' attivo) per l'invio del reclamo, e' consigliabile contestare i disservizi o il mancato rispetto delle leggi direttamente all'impresa turistica, tramite invio di una raccomandata a/r di messa in mora.

Nel caso di mancata o insoddisfacente risposta, il passo successivo possibile e' il tentativo di conciliazione, fattibile davanti al giudice di pace o presso uno degli organismi iscritti nell'elenco dei mediatori tenuto presso il Ministero della Giustizia, tra i quali le camere di commercio, ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. 28/2010.
E' possibile anche attivare forme di conciliazione dette "paritetiche", frutto di accordi tra imprese turistiche e alcune associazioni di consumatori.

Per quanto rigurada il danno da vacanza rovinata vi riporto un esempio, ossia quanto ha stabilito la Suprema Corte in una recente sentenza del 2008 n. 10651.
Va risarcito il danno patito dagli acquirenti di un pacchetto turistico “tutto compreso” se, in caso di vacanza compromessa dall’impraticabilità del mare, il tour operator non abbia fornito alternative idonee durante il viaggio. D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 12, comma 4, che ha recepito nell’ordinamento italiano la direttiva comunitaria n. 314/1990/CEE. Secondo tale disposizione normativa, nel caso in cui, dopo la partenza, una parte dei servizi previsti dal contratto di viaggio “tutto compreso” non può essere effettuata, l’organizzatore è tenuto a predisporre adeguate soluzioni alternative per la prosecuzione del viaggio programmato oppure a rimborsare il consumatore nei limiti della differenza fra le prestazioni originariamente previste e quelle effettuate, salvo il risarcimento del danno. Nella specie il Tribunale ha riscontrato che l’operatore turistico non aveva adempiuto all’obbligo di attivarsi per offrire al cliente soluzioni alternative nè aveva offerto una parziale restituzione del prezzo.
Due turisti avevano acquistato da un tour operator un pacchetto viaggio “all inclusive” per un soggiorno in un villaggio presso l’isola di Djerba in Tunisia. Purtroppo durante il soggiorno le condizioni del mare venivano gravemente compromesse dallo scarico abusivo di una petroliera al largo della costa ove era sito il villaggio. Ciò nonostante, l’organizzatore non aveva adempiuto all’obbligo di attivarsi per offrire ai clienti soluzioni alternative, né aveva offerto una parziale restituzione del prezzo.


Tutto ciò che ho detto non vale invece in ipotesi di Trasporto Aereo
Il danno da "vacanza rovinata" ha natura contrattuale e non può essere utilizzato nel caso di contratto di trasporto aereo, poiché quest'ultimo non applica la disciplina del Codice del consumo. Quindi, per le valigie perdute e danneggiate può essere risarcito solo il danno così come inteso dalla Corte di giustizia europea nella sentenza 7/5/2010 n. 451243. Con il contratto di trasporto, infatti, il vettore assume l'obbligo a trasferire le persone e i loro bagagli da un luogo ad un altro, non rilevando in alcun modo la finalità del viaggio, mentre nei contratti stipulati con i tour operator la motivazione di svago e di vacanza rientra nel contenuto del contratto, costituendo la causa in concreto di esso, caratterizzando, altresì, l'obbligazione del venditore, che deve garantire la fruizione della vacanza pena l'inadempimento ed il consequenziale risarcimento del danno.

E ora…buone vacanze
Con leggerezza
Evi