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mercoledì 20 giugno 2012

Il bello del camminare insieme



"L’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. E’ necessario accettarlo, perchè esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur avendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e coglierli. E’ necessario ricercare l’amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perchè, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva".

Sulla sponda del fiume Pedra mi son seduta e ho pianto (Paulo Coelho)


Dovremo tenere bene a mente queste parole tutte quelle volte che pensiamo solo di aver sbagliato, deluso, amato troppo e ricevuto troppo poco.
La vita è un gioco di relazioni, di persone che si intrecciano sul nostro cammino e che ci regalano qualche cosa. E così pure noi regaliamo qualche cosa a loro.
Abbiamo così bisogno della presenza di altre persone vicino a noi che a volte diamo pure per scontato che ci sarà qualcuno.
L'amore e l'amare sono nella nostra natura: nasciamo da un atto d'amore e veniamo alla luce capaci non solo di ricevere amore ma anche di donarlo e di far sentir bene chi si prende cura di noi.
Credo che dovremo imparare a ringraziare un po' di più le persone che ci sono vicine e dovremo imparare a farlo anche quando un amore o un'amicizia finiscono perchè se oggi siamo ciò che siamo è anche grazie al pezzo di strada che abbiamo condiviso con loro.

erika

lunedì 19 marzo 2012

Dal cuore alla mente

Nel mio lavoro devo fare costantemente i conti con la sofferenza che mi portano i miei pazienti psichiatrici. La qualità di vita dei malati mentali è condizionata non solo dalla malattia e dalla invalidità che essa provoca, ma anche dalle relazioni delle altre persone: attraverso il pregiudizio sociale, le cause e le colpe, il rifiuto e la diffamazione.  E in aggiunta a ciò, spesso loro sentono di stare bene e accusano il sistema di essere responsabile della loro condizione.. Quando è una parte del corpo a dover essere curata è giusto che il paziente stia a letto, che i medici lo visitino, facendo delle analisi per trovare la natura del male. Ma quando la sofferenza è più profonda e tocca la mente, allora il campo diventa più difficile e non si può semplicemente considerare i disturbi psichici esclusivamente come disturbi del cervello. Anche la linea che separa il benessere dalla malattia mentale non è poi così' ben marcata. Cercando una definizione da manuale si trova indicato:
 benessere mentale: è la condizione in cui si vive quando esiste un buon livello di soddisfazione dei bisogni, insieme a una soddisfacente qualità della vita: equilibrio, serenità, tranquillità, accettazione del proprio stato individuale e sociale, ma allo stesso tempo curiosità e spirito di iniziativa contraddistinguono tale condizione.
disagio mentale: è la condizione in cui si vive quando si avverte uno stato di sofferenza, connesso a difficoltà di varia natura (negli affetti, nel lavoro ecc.), che comunque si presentano nella vita. Tensione, frustrazione, aggressività o tristezza caratterizzano questa condizione, senza tuttavia che si instauri alcun sintomo specifico. È bene tenere presente che, insieme alla condizione di benessere, una quota di disagio è parte integrante di ogni esistenza;
Spesso la malattia mentale è un rifugio che si trova per riuscire a sopravvivere in una condizione troppo dura e crudele da essere accettata. Il delirio, le allucinazioni diventano compagni di strada che allontanano dalla vita reale e introducono in una realtà parallela a cui fare riferimento per allontanare i sentimenti di colpa, di vergogna, di vuoto, che la vita ha riservato.
In questi giorni si è festeggiata la festa della donna e voglio portare come esempio quello di una donna perchè credo che come lei purtroppo ce ne siano molte, anzi troppe.
Dolores (nome fittizio) è donna di mezza età quando arriva in struttura. Da giovanissima si è sposata con un uomo che l'ha accolta nella sua fragilità e che poi ha fatto di lei non soltanto la mamma dei suoi figli ma anche oggetto di scambio e di baratto Quanta sofferenza in lei nel vedersi tradita in un progetto d'amore e di famiglia; quanta la paura e la vergogna per quanto doveva subire; quanta l'omertà nel dover proteggere il suo uomo, prima, e il figlio, poi. Per non parlare della persecuzione nell'essere costantemente controllata e pedinata dalle forze dell'ordine. Questa donna passava l'intera giornata a negare ogni cosa che diceva, a chiedere se aveva parlato correttamente o se aveva offeso qualcuno e ogni qualvolta nominava un familiare o un conoscente si sincerava nel fargli anche un complimento. E così tra una negazione e un pianto lei proteggeva e custodiva gelosamente segreti e dolori, ingiustizie e violenze. Come può una donna come questa non trasformare la sofferenza e il dolore in malattia? Una malattia carica di sofferenza e di negazione che ha come unico obiettivo quello di salvare quell'immagine idealizzata di quel giovane uomo che le aveva fatto credere di essere l'unica donna per lui. E il destino di Dolores è il destino di molte altre donne, che una volta che rimangono sole o che trovano qualcuno che le allontana da quell'ambiente vengono inserite in comunità e da quel momento i più si dimenticano della loro esistenza o fanno qualche telefonata di cortesia nelle feste comandate.
Spero che di queste donne ce ne possano essere sempre meno, fiduciosa che le cose possano cambiare per molte
con affetto 
erika

martedì 15 febbraio 2011

Amore a distanza



Mi piace molto questa poesia perchè tra queste righe apprezzo il coraggio dell'amore e del rispetto.
Infatti, l'amore verso un uomo/ una donna è anche, e soprattuto, rispetto nei confronti di noi stesse e quindi il riconoscimento che possiamo amare sì qualcuno che ci fa star male, ma a distanza.
Ben dice Ludina “ è troppo crudele, desolato, nemico, il tuo cuore incivile perchè io possa ancora abbracciarti..” , e quindi prende fisicamente le distanze da questo amore, in quanto il rispetto verso se stessa glielo impone.
Pur tuttavia, non esclude quest'uomo dal suo cuore, perchè riconosce che questo amore fa parte di lei  “ perchè io mi riconosco grazie all'amore e al dolore che provo per Te”.
E quindi lo vive dentro di sé, ma lontano da quest'uomo e lo trasforma in “essere l'amore”, un amore universale , verso tutti, incondizionato.
Nelle costellazioni sistemiche mi capita spesso di vedere che ciò che guarisce non è l'esclusione dal nostro cuore di una persona, di un tema, di una situazione, ma l'amore a distanza. E' la consapevolezza, anche e soprattutto corporea, che in quella situazione non ci si può più stare e necessita un allontanamento, ma con amore e rispetto prima di tutto verso quella parte di noi che ha deciso di vivere quell'esperienza e poi per le altre persone coinvolte.
Questa poesia la dedico quindi a tutti voi, amiche e amici virtuali , affinchè attraverso la consapevolezza cominciamo un cammino trasformativo dell'Amore, cominciamo ad essere l'amore, quel cuore che “ batte per tutti” .
Con il Vostro permesso, rivolgo un pensiero amorevole a Regina , una mamma di sessant'anni che sta cominciando ad amare a distanza un figlio violento....
Questi bellissimi versi sono il frutto della consapevolezza di Ludina Severino (1829-1900), una contessa trevisana che dedicò questa poesia al marito dispotico e violento che amò per sempre ma ..tenendosi a distanza.
Evi

Mai e sempre

Mai, io, però potrò smettere di amarti.
E bada sempre ti porterò nel cuore come il mio unico.
Tu sei il mio unico:
unico amore ritovato, riconosciuto, devotamente amato
della mia vita su questa terra.
Ma seppur il mio cuore
sarà tuo per sempre
io mai tornerò da te.
Accetto il distacco perchè ci sono
avverbi eterni
“sempre e mai”
che oggi il mio cuore sente fino in fondo
e la mia mente venera
ma che la tua miseria sentimentale,
il tuo povero disadorno cuore,
la tua anima ingenerosa,
l'ingiuria delle tue radici crudeli, malate
delle tue cattive intenzioni
non mi permettono di condividere né di rispettare.
Così il mai ti riguarda
mentre il mio per sempre è a senso unico.
Lo è sempre stato.
Lo resterà. Per sempre.
E' una generosità, un dono, un assoluto canto
del quale non potrai più usufruire per umiliarmi,
per torturarmi,
per farmi piangere,
per vedere la disperazione nei miei occhi,
per farmi pagare la colpa di averti amato,
per infliggermi il danno che a te fu inflitto,
per riccattarmi,
per negarmi
ancora.
Tu non meriti l'intimità
di vedermi invecchiare accanto a te
ed è troppo crudele, desolato, nemico
il tuo cuore incivile
perchè io possa ancora abbracciarti,
dialogare, dirti con il cuore l'a more che provo,
bere un po' d'acqua dopo il caffe,
guardare il tramonto estivo in silenzio
come se la notte non potesse ingoiare il giorno
e camminare alla sera insieme ,
mezz'ora prima che il parco chiuda
e gli uccelli s'addormentino tra i rami.
Ma, pure
tu sarai sempre con me
ogni volta che io penserò,
dialogherò, penserò,guarderò il tramonto
e dirò “ mai e sempre” al mio cuore.
Perchè io ti amo
con la parte migliore e
con la parte peggiore di me stessa.
Perchè io mi riconosco
grazie all'amore e al dolore
che provo per te.
Perchè io quando me ne andrò
da questa terra
sono certa di trovarti
nel tempo e nello spazio
d'ogni amore per sempre ad attendermi.
E mentre vivo farò dono
dell'amore che ho per te
a tutti quelli che coperta d'amore
non mi hanno mai avuta.
Che non hanno stelle, né ricordi,
né baci, né sussurri,
che non hanno né mai né sempre.
Che hanno bisogno di un cuore
che tu hai riempito di attese.
Un cuore che sanguina perennemente ,
che non appartiene a nessuno,
che batte per tutti
che sa cosa significa
non soltanto esistere
ma
ESSERE L'AMORE .