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lunedì 29 febbraio 2016

Un rimedio per liberarsi dai traumi trans-generazionali



Molto presto, presso DonnaNuova – lo sportello di orientamento e informazione contro la violenza sulle donne col quale collaboro – organizzeremo un pomeriggio di Costellazioni Familiari.
Credo che questo modo di lavorare in gruppo sia un ottimo metodo per riuscire a vedere “messe in scena” certe dinamiche che di solito si perpetrano in modo automatico senza che nemmeno ce ne accorgiamo: a volte si tratta di schemi di comportamento disfunzionali o alterazioni di ruolo (es. i figli che si trovano loro malgrado a fare da genitori ai propri genitori) altre volte invece si assiste a veri e propri traumi che minano l'esistenza e la gioia di vivere.
Riflettendo sull'importanza – soprattutto in quest'ultimo caso – di un lavoro integrato fra rappresentazione di gruppo e psicoterapia individuale, mi è venuto anche in mente un fiore australiano del repertorio del Bush che si chiama Boab.
L'utilizzo dei rimedi della floriterapia quando si intraprende un percorso di cambiamento e trasformazione, può essere un elemento complementare e di sostegno, fondamentale nel processo in corso.

Boab non è altro che il baobab australiano.



È un albero molto importante per gli aborigeni, perché il suo grande tronco contiene molta acqua che può essere raccolta scavando buchi nella corteccia.
Ma l'utilizzo dei suoi fiori per dar vita all'essenza vibrazionale è legato a un'usanza tribale molto più simbolica: sembra che nel periodo di fioritura, le future mamme rivestano coi petali carnosi di colore bianco-crema, una buca scavata nel terreno, la quale poi andrà ad accogliere il nuovo nato, partorito accovacciate vicino alla madre terra, in una culla petalosa ;-) .
I fiori del Boab accolgono il piccolino nel momento della prima separazione dal ventre della madre, così come il rimedio in gocce aiuta a staccarsi dalle influenze familiari e delle generazioni precedenti.
Questo cosa significa?
Ogni famiglia tramanda memorie, valori e regole, ma anche eredità emotive o traumatiche attraverso quello che la psicogenealogia definisce inconscio trans-generazionale.
Una delle maggiori studiose in quest'ambito è Anne Ancelin Schützenberger secondo la quale i legami inconsci con gli antenati sono dovuti a dei segreti, a delle cose taciute, nascoste, spesso proibite anche sul piano del pensiero, ma che attraversano le generazioni, senza essere mai elaborate.

Ciascuno di noi ha dentro di sé un romanzo familiare e ogni famiglia ha una storia da raccontare; una storia che si ripete, una storia mitica, una saga e dei segreti. Siamo tutti eredi di queste tradizioni. Più esattamente, siamo gli eredi di questa tradizione, di questa storia.

Inoltre la Schützenberger nei suoi libri testimonia e approfondisce “la sindrome da anniversario” e le ripetizioni dei traumi da svelare nel genosociogramma [vi suggerisco di leggere il suo “La sindrome degli antenati” Di Renzo Editore e intanto di guardare il video qui sotto].



Spesso le Costellazioni aiutano a svelare questi copioni inconsci, a patto di essere condotte da una persona esperta e non improvvisata, competente e consapevole dei suoi limiti.
Questo è un tema complesso e delicato, perché ogni storia di vita merita un'analisi attenta e particolareggiata, facendo attenzione a non scadere nella superstizione o in letture troppo rischiose che possono portare a lasciarsi influenzare dall'interpretazione, creando traumi ulteriori.
Tornando al nostro rimedio floreale Boab, assunto in dose di 7 gocce mattina e sera:
  • aiuta a liberarsi dai modelli negativi ereditati dalla famiglia d'origine, sia sotto forma di pensieri, convinzioni o comportamenti disfunzionali
  • permette di recidere il cordone energetico che lega i figli a certe dinamiche genitoriali
  • se assunto anche dai genitori, può aiutare a essere più rispettosi dell'unicità dei discendenti, per non condizionarli con aspettative o forme coatte di consigli non richiesti
  • lavora sul senso di colpa dovuto al volersi emancipare dalla famiglia o dalle sue leggi
  • permette di entrare maggiormente in contatto con la propria individualità e il proprio potenziale che è stato tarpato dai “dover essere” ereditati
  • può aiutare anche quando si tende inconsciamente a ricercare partner che ricalcano schemi di comportamento genitoriale, per liberarsi da questa dipendenza

Le nostre ferite emotive possono essere curate e trasformate con molti strumenti lenitivi dell'anima.
Perché chi ci ha preceduto magari non c'è più, ma noi possiamo sempre rinascere.

Buona settimana
virginia

[ Se volete maggiori informazioni sulle Costellazioni le trovate in questi vecchi articoli quiqui sul blog o sul sito di Evi (che sarà la conduttrice del nostro pomeriggio).
Per partecipare, la segreteria di DonnaNuova è aperta il lunedi 18-20 e martedi dalle 18 alle 19, in viale Regina Margherita a Valdagno o al numero 348-8589600 ]

lunedì 27 gennaio 2014

Il tempo dell' anima



Care amiche,
vi voglio raccontare una storia, per capire meglio insieme i fenomeni sottesi alle Costellazioni Familiari (ne avevamo già parlato qui e qui).
Questa è la storia di una bella donna che chiameremo Alessandra, sposata con un uomo che ama e dal quale ha 3 figli.
Alla nascita del terzo figlio, un maschio, Alessandra comincia ad essere insofferente nei confronti di suo marito e si innamora di un altro. Viene da me come costellatrice e facciamo una costellazione. Rappresentiamo la sua famiglia attuale e anche il suo amante. Ma da alcuni segnali corporei ( manifestazioni esterne del suo inconscio) noto che c è un lutto, una persona morta. Le chiedo se abbia mai avuto aborti e mi risponde negativamente e poi le dico francamente che il suo corpo e la sua costellazione mi danno dei segnali di un morto.
Alessandra si mette a piangere e mi racconta che lei, terzogenita, è nata dopo due anni da suo fratello Alessandro, morto a sei mesi di morte bianca di cui porta il nome a ricordo. 
Rappresentiamo quindi la sua famiglia d' origine e nella rappresentazione tutta la famiglia , specie la madre, sono sdraiati accanto ad Alessandro. 
La nascita di Alessandra e il suo nome non sono altro che un ricordare quel bambino morto. Noi nelle costellazioni chiamiamo questo fenomeno “irretimento”, gli psicologi lo chiamano “tempo intra psichico”, a me piace definirlo il “tempo dell'anima”.
Cosa era accaduto? Quella famiglia e Alessandra stessa erano ancora fermi a quarant'anni fa. Era stato talmente troppo il dolore per la morte di quel bambino che tutto quello che era accaduto negli anni successivi aveva perso colore, era sbiadito rispetto a questo evento tragico. Eppure erano trascorsi quarant'anni, ma quel lutto non era stato mai elaborato realmente. 
La nascita del terzogenito di Alessandra , un maschio dopo due femmine, fa ripiombare Alessandra nella colpa inconscia di essere nata e rimasta viva dopo Alessandro e nella paura di sua madre , ossia nella possibilità che anche suo figlio maschio muoia; questo può averla portata ad attuare dei comportamenti esteriori (come la crisi matrimoniale), segnale di disagio interiore. 
Abbiamo celebrato quindi la morte di Alessandro a livello simbolico e lo abbiamo lasciato andare riassegnandogli un suo posto e ricordandoci che ora siamo nel 2014.

Un cambiamento esterno, specie se improvviso e tragico, fa fermare il nostro tempo interiore.
L'anima non lo accetta, il tempo si ferma sebbene il calendario vada avanti.

Ho visto in anni di costellazioni che questo avviene molto spesso. 
Cosa fa la costellazione? 
Semplicemente fa prendere consapevolezza all'anima di quell'evento e vedendolo lo porta a compimento.
Chiude un ciclo che la nostra anima teneva aperto , permettendoci di vivere nel qui ed ora e così la vita può continuare.

Vi abbraccio tutte e attente all'orologio e ai calendari!
Con amore
Evi  

lunedì 16 dicembre 2013

Chiudere i cicli della propria vita



Oggi vi pongo questa domanda : cosa è per voi un "ciclo"?
Per quanto mi riguarda rispondo che è aprire una stanza della propria vita, esplorare, avere consapevolezza di ciò che si è sperimentato e poi chiudere quella stanza, con la consapevolezza di ciò che che abbiamo imparato, dove abbiamo fatto un goal e dove ci sono delle aree di miglioramento.
Ci sono cicli chiusi a livello fattuale ma non energetico, come quello con le relazioni precedenti non chiuse bene e ci sono cicli chiusi a livello energetico, ma non fattuale, come quando, molto spesso, si sente dentro di noi che una cosa è finita, non attrae più la nostra energia, la nostra passione, il nostro entusiasmo ma per abitudine, per regole morali o sociali, per ragioni economiche continuiamo a farla.

Ma perché è importante chiudere quella porta?
Perché se qualcosa resta aperto sia a livello fattuale che energetico, non consapevolizzato, se sentiamo rispetto a una situazione quel malessere non identificabile, quel boh, quelle farfalline nello stomaco, quel disagio che dentro ci muove, significa che la nostra energia è risucchiata ancora lì.
E se rimane lì, dovremo fare altra esperienza simile e non apriremo una nuova porta, ma solo una porta che ci sembra nuova ma ripropone lo stesso tema .

E quando un ciclo è chiuso?
Quando ci sentiamo in pace e tranquille, quando ci è chiaro che quello che potevamo fare e dipendeva da noi lo abbiamo fatto, ossia abbiamo comunicato quello che vi era da comunicare, ci siamo prese la responsabilità delle nostre scelte, abbiamo riconosciuto le nostre aree di vantaggio e le nostre aree di miglioramento.

Nelle costellazioni tutto ciò mi accade spesso con chi non ha chiuso il ciclo con le relazioni sentimentali precedenti.
Il semplice far enunciare al cliente nei confronti dei partners precedenti " ok vi vedo, mi prendo la mia responsabilità nella fine della nostra storia e lascio a voi la vostra" ha effetti positivi nella relazione di coppia attuale perché in questo modo si chiude a livello energetico un ciclo .
Ma se rimane ancora quel certo non so, quel fantasma si riproporrà.
O magari chi continua a stare in una relazione sentimentale da anni perché gli conviene, per abitudine per mille motivi, ben sapendo che non c è più nulla.
E quindi vi chiedo:
Ci sono dei cicli rimasti aperti nella vostra vita? Quando vi sentite?
Sapete enunciare una situazione che avete chiuso ? Come vi siete sentite ?

Con amore
Evi

mercoledì 13 giugno 2012

Storia di Angela, Storia di Abuso.



Questa è Angela . Il suo nome è inventato, ma per me lei è Angela. La incontro in una giornata che sa di pioggia che non vuole bagnare, come i suoi occhi, che sanno di lacrime che non vogliono uscire (1) .

È una bella quarantenne con occhi neri e capelli neri,esageratamente neri. Il tono della sua voce è deciso, forte e monocorde, il suo eloquio risulta forbito e la sua narrazione precisa.

Mi sembra di avere davanti un imprenditore che mi spiega i fatti che lo hanno portato a me per un recupero di un credito.

Invece Angela mi racconta la storia della sua vita , una vita di Abuso.

Mi dice queste parole "Ho subito violenza dall età di otto anni fino ai tredici da un amico di famiglia, abuso che non ho mai rivelato a nessuno , poi mi sono sposata in giovane età in quanto era rimasta incinta di mio figlio, il maggiore di altre due , mi sono separata e ora mi sono risposata. Anche mia figlia ha subito violenza dall 'età di otto anni dallo stesso uomo che aveva abusato me, quando l ' ho lasciata dai nonni mentre ero al lavoro.Non appena l 'ho scoperto, perché mia figlia non me lo avrebbe mai detto,ho denunciato quell'uomo e tra due giorni ci sarà il verdetto. Le chiedo di farmi una costellazione familiare per capire "

Guardo questa donna, osservo questa madre e vedo una bambina.Una bambina senza bambina.

Vorrei intimamente fuggire da quella bambina senza bambina dai capelli troppo neri ...mi fa troppo male vedere e ascoltare quella bambina senza bambina diventata donna senza donna che ha a sua volta generato una bambina senza bambina e chiedo aiuto all'universo perchè ci protegga,ma non so se basti...

E poi faccio parlare il mio cuore con il suo e tutto fluisce.

Lascio che la forza dell'amore ci avvolga e ci parli, ci faccia riconoscere ciò che è ed andare avanti nella strada della consapevolezza, mettendo la bambina senza bambina al posto della bambina e invitandola a riprendersi il suo posto di bambina, il suo spazio, quello violato...

Alla fine della costellazione Le chiedo di riprendersi la sua forza, la forza delle donne, che quell ' uomo le aveva rubato per due volte. Sì perché quell 'uomo voleva portarle via la forza della vita e dell' amore e prova ne sia il fatto che ha abusato anche di sua figlia.

La legge umana questa volta non é stata cieca: quell' uomo è stato condannato grazie al coraggio di una madre che ha denunciato, che ha parlato.

Il silenzio complice della colpa della donna di essere donna, di secoli di abusi perpetrati nella quotidiana normalità, di archetipi virginali e religiosi è stato a sua volta violato dall'amore di Angela per sua figlia.

Grazie ad Angela, a sua figlia e alla forza dell ' amore e della vita.

Evi

(1) Angela ha dato il suo consenso alla pubblicazione di queste righe, come testimonianza che dal dolore e l'ingiustizia se ne può uscire, con coraggio.

venerdì 27 aprile 2012

Per amore...


Lo strumento delle Costellazioni familiari mi permette ogn volta di meravigliarmi rispetto alla FORZA DELL' AMORE. Nel campo morfogenico si spiegano forze ataviche , legami forti, non detti, segreti, vittime e carnefici...eppure tutto avviene per amore...un amore miope, cieco, mal posto, irretito, non in ordine...ma per amore.
E mi spiego con qualche esempio..
La classica eredità contesa tra due fratelli, dove morto il padre la madre agevola uno solo dei figli...di solito il tutto finisce in una squallida aula di tribunale davanti ad un giudice annoiato ..Nel campo morfogenico della costellazione la rappresentazione tridimsionale della famiglia potrà fornire una rappresentazione della realtà altra...in una recente costellazione che ho condotto il fratello “derubato” dalla madre e dal fratello scopre che il fratello è in realtà fratello di sola madre...La madre sta proteggendo il suo cucciolo figlio di un amore fedigrafo...perchè non si venga a sapere...
O ancora  ...l'amore per il primo fidanzato, l'escluso, mai dimenticato fa sì che la figlia di una signora trovi lavoro proprio nel comune di residenza di questo suo primo amore...
O ancora, l'amore mal posto di un bambina, che morta la nonna , va ad occupare il posto lasciato dalla  nonna …
O il posto di quel fratello morto..di quell'avo dimenticato morto in guerra...o il figlio che morto il padre dimentica di essere marito, e fa invece il marito della mamma
Nessuno è escluso dal campo..tutti ne fanno parte …

Ogni volta che ho l'onore di condurre le costellazioni mi stupisco della Forza dell'amore, perchè anche il peggiore dei delitti in famiglia si fa per amore...
E se ciò non può e non deve essere una giustificazione mi piace pensare che se aiutato a crescere questo amore , a non essere miope, mal posto, irretito sarà la nostra salvezza , perchè credetemi ha una forza infinita.
E quindi se questo AMORE sarà unito alla consapevolezza questa diade porterà l'uomo alla sua evoluzione più elevata..
Mi piace pensare quindi all'amore, parlarne, osservarlo, scriverne, leggerne, ma vi invito a viverlo, viverlo con consapevolezza, perchè è tutto lì il segreto...
buona vita
evi

martedì 6 dicembre 2011

la giustizia riparatrice




La Giustizia riparatrice  vede il crimine non come un’offesa contro lo Stato, ma come un danno a persone e rapporti. Invece di punire i delinquenti, la giustizia implica la riparazione del danno causato dal crimine. La vittima e il reo possono partecipare attivamente al processo. La comunità può sostenere la vittima ed aiutare il reo ad adempiere agli accordi presi per la riparazione del danno.
Nel sistema convenzionale la vittima e il reo non sono in grado di raccontare l’accaduto a modo loro, e ancor meno di comunicare tra loro.
La nostra società si preoccupa di  determinare la colpevolezza o l'innocenza e di punire il colpevole , senza pensare alla riparazione di quelli che soffrono da parte di entrambe le famiglie ( quelle della vittima e quelle dei carnefici)

La giustizia riparatrice offre alla vittima e al reo la possibilità di discuterne e di decidere come risolverla, attraverso la mediazione vittima/reo, o un ampliamento della stessa conosciuta come “conferencing”, in cui le vittime e i rei sono invitati ad includere le proprie famiglie allargate.
 Infatti per giungere ad elaborare il lutto le vittime dovrebbero confrontarsi con i colpevoli.
Mi spiego con un esempio
Nel 2000 in Australia tre giovani ramati entrano in un fastfood per rapinare l'incasso. Un giovane che non si era reso conto di quanto stava accadendo si alza per prendere una coca cola e viene colpito a morte . Nonostante i tre ragazzi siano stati imprigionati, la madre del ragazzo è inconsolabile e lo stesso la fidanzata.
L'ispettore di polizia australiano organizza un incontro informale tra i ragazzi e la madre e la fidanzata del ragazzo.
I ragazzi si trovano di fronte alla sofferenza sconfinata della madre e della fidanzata ,comprendono tutte le conseguenze delle loro azioni e dicono “ Non c'è scusa alcuna per quello che abbiamo fatto. Non parleremo  della nostra infanzia sventurata come ha fatto il nostro avvocato poiché nulla al modo vi darà vostro figlio “.
Sei mesi dopo la madre e la fidanzata del ragazzo ucciso si erano riprese : vi è stata una riparazione simbolica attraverso parole vere.
Sebbene condannati al carcere, i ragazzi non avevano visto il danno causato e non erano fino ad allora pronti al cambiamento . Il video del film è accessibile sul sito di Real Justice.
Questa pratica è effettuata in Neozelanda, Canada, America e Svezia .
Oltre alla pena permette il controllo ovvero la definizione dei limiti e il sostegno incoraggiamento alla maturazione del colpevole.
Chi scrive è convinto che la responsabilità o la maturazione passi anche attraverso la visione concreta di quello che abbiamo fatto e che l'elaborazione di un lutto passi attraverso il confronto con il colpevole.
Come costellatrice mi è capitato di avere come cliente il nipote o la nipote di nonni pluridecorati al valore nella seconda guerra mondiale.
Il solo fatto di avere preso consapevolezza  dei morti fatti dal nonno in guerra e avere fatto pronunciare queste semplici parole al nipote “ Vi vedo, vedo il dolore delle vostre famiglie e vi ringrazio perchè la mia vita è dovuta alla vostra morte “ ha fatto rinascere il sorriso in quei nipoti e una nuova leggerezza...
Con amore
Evi

 

giovedì 10 novembre 2011

il danno da morte



Come avvocato purtroppo mi capita spesso di chiedere la liquidazione del danno da morte per i prossimi congiunti di una vittima di un reato , di solito colposo –leggi incidente stradale- ma anche doloso- ho avuto un  caso di omicidio familiare.

Dal punto di vista legale il danno da morte si inquadra nei danni cosiddetti riflessi .
I danni riflessi” vengono definiti come quei danni patiti da persone, diverse dalla vittima dell’illecito, ma legate a questo da particolari rapporti familiari, affettivi o anche economici.
La particolarità di tali figure di danno si ravvisa nel non esaurirsi nella sfera patrimoniale del soggetto leso, bensì nel manifestarsi prevalentemente nella sfera intima e personale dello stesso. Tali fattispecie, pertanto, danno così luogo a notevoli problemi di definizione, classificazione e di applicabilità in concreto. Infatti, è in primo luogo è necessario valutare se ed in quali termini siano configurabili ipotesi risarcitorie relative al danno indiretto appartenenti alla categoria dei c.d. “danni riflessi” che non si esauriscano nell’ambito patrimoniale. Inoltre, è necessario predeterminare in che misura e con riguardo a quali figure sia possibile un cumulo tra pretese risarcitorie iure proprio e iure successionis
La liquidazione  deve tener conto del legame familiare tra la vittima primaria e le vittime secondarie e di tutte le circostanze del caso concreto (tipizzabili in particolare nella sopravvivenza o meno di altri congiunti, nella convivenza o meno di questi ultimi, nella qualità ed intensità della relazione affettiva familiare residua, nella qualità ed intensità della relazione affettiva che caratterizzava il rapporto parentale con la persona perduta).
Quindi c’è un indicazione di massima un’ampia forbice, che sembra idonea, da un lato, a consentire al giudice una maggiore elasticità, dall’altro a non comprimere in non auspicabili automatismi il dovere della motivazione.

La proposta liquidatoria è la seguente:

1. danno non patrimoniale a favore di ciascun genitore per morte di un figlio:
da € 101.937,00 = a € 203.874,00;

2. danno non patrimoniale a favore del figlio per morte di un genitore:
da € 101.937,00 = a € 203.874,00;

3. danno non patrimoniale a favore del coniuge (non-separato) o del convivente sopravvissuto:
da € 101.937,00 = a € 203.874,00;

4. danno non patrimoniale a favore del fratello per morte di un fratello:
da € 20.387,40 = a € 122.324,40”.


Come conduttrice di costellazioni sistemiche e rappresentazioni familiari , mi imbatto spesso in questo “danno” che qui si chiama trauma. Spesso infatti il cliente e la sua famiglia a livello inconscio sono ancora fermi ( irretiti secondo Bert Hellinger fondatore del metodo delle Costellazioni ) a quel tempo.
Il trauma è talmente grande che non è stato superato sebbene siano passati anni e in alcuni casi anche generazioni. Non si riesce a vivere il presente nel qui ed ora anche se apparentemente la famiglia e  i suoi membri hanno continuato la loro vita 
L’intero sistema famiglia si rappresenta e si dispone o è  a terra dinanzi al morto o in maniera da non  guardarlo   o ne è attratto  
Tanto più poi la morte è improvvisa tanto il  sistema ne viene scosso.

Un’amica, l’Avv. De Leo di Milano  mi ha segnalato questa bella iniziativa della DELEOFund Onlus “ Insieme non da soli per affrontare una perdita traumatica”  con il patrocinio della regione Veneto nata per aiutare i familiari che hanno subito un trauma da morte che si possono rivolgere al seguente n. 800168678. Il servizio è gratuito
A Vostra disposizione ci saranno esperti che potranno aiutarvi.
Un pensiero ai due giovanissimi  fratelli DE Leo, nipoti dell’avv. Roberta De Leo  e figli di Diego e Cristina Deleo, che con la loro morte hanno dato vita a questo bellissimo progetto

Con rispetto  verso di loro e amore verso di Voi

Evi 

mercoledì 2 febbraio 2011

Le Costellazioni Sistemiche



Si tratta di una metodologia introdotta da Bert Hellinger e poi perfezionata in Italia da Attilio Piazza del Centro Studi Piazza di Milano attraverso cui viene esplorato un tema in maniera tridimensionale cercando di osservare le correlazioni sistemiche e attivando un approccio risolutivo e/o di risorsa nel cliente.
Le costellazioni sistemiche sono state all’inizio applicate nell’ambito familiare.
Nel mio lavoro di avvocato divorzista le applico in mediazione familiare in sede di separazione personale consensuale tra i coniugi al fine di sviluppare la separazione con rispetto della coppia affettiva e la genitorialità consapevole
Ora sono applicate in qualsiasi ambito, aziendale, lavorativo, scolastico con risultati positivi .
L’epigenetica ha riconosciuto l’esistenza nel DNA di microtubuli e di neuroni a specchio; la fisica quantistica ha provato la rete delle relazioni che danno fondamento scientifico a ciò che Jung definisce “campo cosciente”.
Noi attingiamo in via inconscia a milioni di informazioni provenienti dal nostro Dna modificato dalla rete esterna e conseguentemente la nostra coscienza è un sistema di coerenza che agisce in sintonia con l’ambiente esterno.
Le costellazioni sistemiche pongono in evidenza tutto ciò, ossia come agiamo a livello inconscio in determinate situazioni.
Alla fase della destrutturazione, conseguente all’osservazione della dinamica, segue una fase di attivazione di nuovi processi neuronali.
Il cliente ha in effetti la sensazione del vivere finalmente nel qui ed ora e di avere una scelta.
Questo strumento non pretende assolutamente di fare terapia e non si rivolge a persone che necessitano di cure psicologiche o psicoterapiche : è solo una metodologia di osservazione di una difficoltà o di un problema ed empowerment delle risorse personali di ognuno.
Qualcuno lo ha definito un nuovo metodo di brain-storming e così in effetti viene applicato in contesti lavorativi e aziendali .
Il tutto con un sorriso sulle labbra e con la capacità di essere autoironici.
E Allora …buona esplorazione a Tutti!
Avv. Evi Fongaro