mercoledì 27 giugno 2012

Holiday to do list (memorandum di benessere per una vacanza)



Fra poco è luglio, complice il caldo che non ci lascia tregua, il nostro pensiero è tutto votato alle prossime vacanze, che occupano la maggior parte delle conversazioni di chi si incontra per strada e riecheggiano nelle case dove ancora non è stata decisa una meta...

Oggi vorrei provare a stilare una lista di cose da ricordare, non tanto di affari pratici per poter sbrigare al meglio i preparativi o gestire in modo ottimale il soggiorno, ma alcune gocce refrigeranti di consapevolezza, che aiutino a fare attenzione a ciò che accade dentro, perché la pausa di rigenerazione abbia effetti duraturi nel tempo.
  1. qualsiasi sia la meta, cercate di sentirvi “fra parentesi”. Almeno per quei giorni non pensate al lavoro, ai problemi, evitate telefonate non necessarie: ce la possono fare tranquillamente senza di voi, anche se credete il contrario.
  2. Concedetevi tempo. Evitate di scandire le giornate con gli stessi ritmi (fagocitanti) di sempre. Provate a dire no agli appuntamenti prestabiliti, alle attività frenetiche dei villaggi dove ogni ora è scandita da qualcosa da fare, ai percorsi definiti al dettaglio, al prendere tutto con smania di fare.
    Dite si, alla calma, al silenzio, al riposo.
  3. Provate ad assumere un atteggiamento di scoperta: sia che entriate in contatto con un'altra cultura o che andiate al solito stabilimento balneare di una vita, cercate elementi di novità che arricchiscano il vostro patrimonio di conoscenze o il vostro repertorio di emozioni. Mangiate cibi sconosciuti, parlate con persone diverse, fate cose che a casa di solito non fate. No alle abitudini.
  4. Entrate in contatto profondo con la natura. Camminate sulla sabbia facendo attenzione al contatto dei piedi con la terra e l'acqua, ritrovate il ritmo del vostro respiro sintonizzandolo con le onde che si infrangono sulla riva, lasciatevi attraversare dall'aria pura di montagna mentre osservate le vette limpide e maestose, oppure godete semplicemente di un giardino, oasi verde fra i grattacieli di una grande città.
  5. Nel caso di una vacanza in città d'arte, entrate in connessione con le opere che guardate, provate a gustarne i particolari, ascoltare ciò che provocano in voi, chiedetevi perché un colore, un particolare architettonico o un soggetto di un quadro colpisce così il vostro animo...
  6. Fate delle foto che non si limitino a immortalare volti, ma riescano a fermare un momento, rappresentino qualcosa di significativo che quando verrà poi rivisto in seguito riesca a trasmettere un senso di compiuto appagamento. Se ci sono paesaggi che vi evocano emozioni e sensazioni di benessere, catturateli nell'obiettivo e poi, una volta a casa, collocateli qua e là come piccoli spunti di gioia quotidiana.
  7. Scegliete un libro (o più) da portare con voi. Chiedetevi che cosa il vostro animo ha voglia di scoprire in questa pausa dal tran tran e poi vagate per una libreria o in biblioteca in cerca di un titolo che catturi la vostra attenzione.
  8. Dedicatevi al vostro partner e insieme donate nuova energia alla coppia. Anche qui sentitevi fra parentesi, sperimentate, dialogate, chiedete, proponete, giocate, fate l'amore, siate complici, siate donne diverse da quelle che siete ogni giorno, mostrategli lati inusuali e chiedetegli di fare altrettanto.
    Dedicatevi ai bambini. Anche se lo fate ogni giorno, provate a sperimentare cose nuove anche con loro, assecondate un loro desiderio che non deve essere materiale, ma relazionale. Tornate un po' bambine anche voi e concedetevi di giocare, scoprire, raccontare... il vostro bambino ne sarà felice. Se non avete bambini, osservateli e provate a ritrovare dentro di voi qualche qualità della vostra bambina interiore, che può essere un'ottima risorsa in alcune situazioni.
  9. Nel caso rimaniate a casa, potete fare lo stesso molte delle cose elencate ai punti precedenti, in più, approfittate per fare tutto ciò che vi fa stare bene ma che non avete mai il tempo di fare durante l'anno. Ad es. cucinate con passione, cominciate un nuovo hobby o bricolage, approfondite un argomento che vi interessa, ecc...
  10. Alla fine della vacanza decidete alcune “parole chiave” da portare con voi al ritorno. Devono essere aspetti importanti, qualcosa che avete provato o imparato, una qualità che volete portare nel vostro quotidiano, per donargli spazio e coltivarla nel tempo. Una parola-seme, un concentrato della vacanza in poche lettere. Averla presente vi aiuterà a prolungare gli effetti di questi giorni di leggera beatitudine da recuperare per rinfrancarvi durante l'inverno che verrà.
Vi lascio con una perla di saggezza di Lao Tzu, da scrivere a caratteri cubitali nella vostra mente “chiunque pratichi la non-azione è occupato a non essere occupato”.

Ricordatevi che anche l'ozio può essere un'attività cosapevole... ;-)

Buona vacanza!

virginia

lunedì 25 giugno 2012

Il lieto fine è possibile


Qualche giorno fa Evi ci aveva raccontato una storia, per rendere testimonianza del coraggio di una donna come tutte noi, ma che ha vissuto un dolore immenso, profondo e lacerante (la trovi qui). Angela ce l'ha fatta a rialzarsi e con coraggio ha affrontato i suoi mostri, dentro e fuori da sé.
Questa donna, sorella d'anima di ciascuna, ci ha inviato le sue parole che narrano con meravigliosa grazia una sofferenza indicibile, e non possono evitare di penetrare nelle viscere ed evocare vissuti difficili da esprimere, che ci rendono fragili e vulnerabili ma al tempo stesso ci spingono a una profonda gratitudine verso di lei, per averla voluta condividere con noi. Grazie “Angela”, ti siamo vicine in questa Rinascita.
Un giorno molto lontano amavo ascoltare le favole, sentire la voce del raccontastorie di principesse nascoste nelle torri e poi salvate dal principe o di zucche trasformate in carrozze..
Una sera mi hanno strappato da questo mondo magico per portarmi in uno scenario dove l'orco era il protagonista principale e il principe non sarebbe mai arrivato.. Il cattivo si era insediato nella mia famiglia sotto falso aspetto di amico fidato e premuroso che avendo due figli maschi sentiva di voler cosi' tanto bene a questa bambina sempre allegra che chiese il permesso di porterle dare la buonanotte di leggerle le favole... le favole si... ma solo lui le conosceva e poi... solo io.. io che rimanevo ferma e immobile mentre la sua bocca andava tra le mie tenere gambine.. io che zitta sentivo le sue mani sul mio corpo..io che non capivo che diavolo di favola era..
Poi con il passare degli anni quella fiaba era diventata un libro di fiabe..
di fiabe macabre e devastanti.. io che avevo congelato la mia innocenza in un cassetto del mio cervello e ne avevo perso la chiave ho imparato a vivere giorno dopo giorno ... senza raccontare niente a nessuno.. senza un pianto..
senza nulla .. Ricordo ancora quando un giorno mia madre poiche' pioveva chiese al buon amico di accompagnarmi a casa in macchina perche' lei che era in bici aveva paura che io mi bagnassi .. ma lei non sapeva..non poteva sapere .. il mio inferno..l'urlo dell'anima che diceva no!!!! ti prego... voglio bagnarmi ..
voglio sentire la pioggia bagnarmi il viso..voglio sentirmi viva... non uccidermi...non straziare la mia carne... mi sono trovata in macchina ..e mentre lui guidava le sue mani hanno cominciatoa toccarmi ..e io come una piovra ero appiccicata alla portiera .. e lui rideva..il maiale rideva felice di essere il mio signore padrone..
Ma la vita procede veloce e il tempo ti fa crescere.. e quando ha capito che potevo essere pericolosa mi ha lasciata in pace.. ma ormai tutto era perso..
l'innocenza.. la purezza... tutto svanito.. Ha lasciato spazio solo a sentimenti di vendetta verso il sesso maschile..
Troppo lunga la storia ma gli uomini nella mia vita spesso li ho usati..
annientati.. mi sono fatta amare e poi li distruggevo lasciandoli nel loro dolore.. si sono sempre stata brava a farmi amare perche' sapevo come farli cadere ai miei piedi... perche' conoscevo l'arma per annientarli... ho anche amato ma poi si spegneva l'amore.. quando mi sento in trappola devo fuggire ..
devo volare.. devo respirare liberta'.. devo essere io la mia padrona...
A 33 anni mi hanno detto di non progettare il futuro. di vivere alla giornata...a 33 anni avevo gia' un divorzio alle spalle e una convivenza appena finita e ..3 figli... a 33 anni non potevo pensare di mollare tutto..a 33 anni io dovevo lottare per loro per me per i miei.. Io solo questo so fare,,lottare per qualche cosa.. il mio amico tumore ha patteggiato con me.. io gli do in affitto il mio cervello e lui sta li ogni tanto da una festa e quindi mi porta in ospedale ma poi tutto rientra.. a 35 anni mentre sola andavo a ballare incontro un ragazzo che diventera poi mio marito.. a 39 anni ... la tragedia ... la morte della mia anima... scopro casualmente che mia figlia la secondogenita e' stata abusata e violentata dal mio orco.. dal mio stesso carnefice.. Un urlo partito dallo stomaco che mi ha attraversato ogni singola cellula.. pure il mio tumore s'e' spaventato.. a allora ho alzato la testa..
basta silenzi..basta basta basta..
Con grande forza ho preso questa bambina ormai cresciuta e assieme abbiamo denunciato.. Si ! Abbiamo portato tutto alla luce del sole... rispolverato le ragnatele della memoria.. abbiamo pianto abbiamo sopportato domande cattive e insidiose. ci siamo sottoposte a confronti demolitori ma sempre a testa alta..
perche' le donne non devono piu' subire..perche non ci deve essere piu' omerta'' perche' la nostra forza siamo noi...
Abbiamo sopportatato per 5 lunghi anni tra rinvii e burocrazie lente poi.. poi la luce e' tornata.. poi la giustizia e' stata fatta.. poi e' arrivata la parola magica.... CONDANNATO!!!!!
Ecco .. ho aperto il libro delle fiabe.. mi sono seduta sul letto ... ho ascoltato il cantastorie...e ho pianto..perche' ora sia io che mia figlia possiamo guardare con serenita' al futuro e possiamo chiudere con un sorriso il libro e dire... e vissero felici e contenti
"angela"






mercoledì 20 giugno 2012

Il bello del camminare insieme



"L’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. E’ necessario accettarlo, perchè esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur avendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e coglierli. E’ necessario ricercare l’amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perchè, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva".

Sulla sponda del fiume Pedra mi son seduta e ho pianto (Paulo Coelho)


Dovremo tenere bene a mente queste parole tutte quelle volte che pensiamo solo di aver sbagliato, deluso, amato troppo e ricevuto troppo poco.
La vita è un gioco di relazioni, di persone che si intrecciano sul nostro cammino e che ci regalano qualche cosa. E così pure noi regaliamo qualche cosa a loro.
Abbiamo così bisogno della presenza di altre persone vicino a noi che a volte diamo pure per scontato che ci sarà qualcuno.
L'amore e l'amare sono nella nostra natura: nasciamo da un atto d'amore e veniamo alla luce capaci non solo di ricevere amore ma anche di donarlo e di far sentir bene chi si prende cura di noi.
Credo che dovremo imparare a ringraziare un po' di più le persone che ci sono vicine e dovremo imparare a farlo anche quando un amore o un'amicizia finiscono perchè se oggi siamo ciò che siamo è anche grazie al pezzo di strada che abbiamo condiviso con loro.

erika

lunedì 18 giugno 2012

Strategie di ricerca di autenticità



Sulla scia dell'ultimo post (se lo hai perso lo trovi qui) mi pareva interessante proporvi un lavoretto appassionante e creativo, per cercare, trovare o recuperare tutti gli aspetti di voi che possono rappresentare i frammenti della vostra autenticità, polvere di stelle che rischia spesso di celarsi e perdersi nelle pieghe del vivere quotidiano, rischiando di confondersi con la polvere grigia di cenerentola.

Vi invito a redigere il vostro Scrapbook, ovvero il libro dei ritagli, mania americana per rendere indimenticabili alcuni eventi privati, che è stata anche presa a prestito dalla moda per individuare stili e tendenze e poter creare così una collezione su un tema-filo conduttore di una stagione.

Oggi per voi il tema sarà la vostra vita e ciò che la guida.

Trovate esempi e informazioni su questo hobby qui e qui, ma non importa che abbiate tutto l'occorrente che viene richiesto in questi siti... basta la vostra esuberante creatività e il collegamento con l'energia che vi appartiene.

In molti post vi ho raccontato che noi non siamo affatto tutte d'un pezzo, che dentro di noi coabitano molte parti che insieme ci rendono uniche e irripetibili. Ecco, è l'ora di tirarle fuori, di mettere su carta quegli aspetti che vi caratterizzano e raccontano di voi, del vostro mondo e dei vostri desideri.

  1. Potete usare un vero e proprio book cartonato, un album della misura che vi piace o anche un quaderno, l'importante è che ci sia spazio per molte emozioni.
  2. Scegliete per prima cosa delle foto dove vi piacete, vi sentite belle e raggianti, in linea con la vostra energia primordiale (possono appartenere a varie fasi della vostra vita)
  3. Entrate in sintonia con gli stati d'animo che quelle foto vi trasmettono, e posatele sulla pagina bianca, cercando poi fra ritagli di giornale, altre foto di paesaggi o colorando coi pennarelli, di ricostruire quell'atmosfera.
  4. Lasciate dello spazio per trascrivere vissuti o decorare con parole o frasi “chiave” che potete trovare anche sulle riviste (es. gioia, libertà, innocenza...)
  5. Dopo le prime pagine costruite intorno alle foto, cominciate a fare attenzione a tutto ciò che vi ispira nella vostra vita e costruite delle pagine seguendo quegli stimoli. Es. una foto del mare, o di alcuni tipi di fiori, o dei cibi, o il titolo di un libro, un personaggio ecc...

Questo è un modo divertente e evocatore di materiale che una volta uscito, esige di essere espresso in qualche modo nella vostra esistenza. Vi può ispirare in diverse occasioni.

Appassionatevi alla vostra vita, è il miglior modo per restare in contatto con l'anima.

Buona settimana a tutte!

virginia

mercoledì 13 giugno 2012

Storia di Angela, Storia di Abuso.



Questa è Angela . Il suo nome è inventato, ma per me lei è Angela. La incontro in una giornata che sa di pioggia che non vuole bagnare, come i suoi occhi, che sanno di lacrime che non vogliono uscire (1) .

È una bella quarantenne con occhi neri e capelli neri,esageratamente neri. Il tono della sua voce è deciso, forte e monocorde, il suo eloquio risulta forbito e la sua narrazione precisa.

Mi sembra di avere davanti un imprenditore che mi spiega i fatti che lo hanno portato a me per un recupero di un credito.

Invece Angela mi racconta la storia della sua vita , una vita di Abuso.

Mi dice queste parole "Ho subito violenza dall età di otto anni fino ai tredici da un amico di famiglia, abuso che non ho mai rivelato a nessuno , poi mi sono sposata in giovane età in quanto era rimasta incinta di mio figlio, il maggiore di altre due , mi sono separata e ora mi sono risposata. Anche mia figlia ha subito violenza dall 'età di otto anni dallo stesso uomo che aveva abusato me, quando l ' ho lasciata dai nonni mentre ero al lavoro.Non appena l 'ho scoperto, perché mia figlia non me lo avrebbe mai detto,ho denunciato quell'uomo e tra due giorni ci sarà il verdetto. Le chiedo di farmi una costellazione familiare per capire "

Guardo questa donna, osservo questa madre e vedo una bambina.Una bambina senza bambina.

Vorrei intimamente fuggire da quella bambina senza bambina dai capelli troppo neri ...mi fa troppo male vedere e ascoltare quella bambina senza bambina diventata donna senza donna che ha a sua volta generato una bambina senza bambina e chiedo aiuto all'universo perchè ci protegga,ma non so se basti...

E poi faccio parlare il mio cuore con il suo e tutto fluisce.

Lascio che la forza dell'amore ci avvolga e ci parli, ci faccia riconoscere ciò che è ed andare avanti nella strada della consapevolezza, mettendo la bambina senza bambina al posto della bambina e invitandola a riprendersi il suo posto di bambina, il suo spazio, quello violato...

Alla fine della costellazione Le chiedo di riprendersi la sua forza, la forza delle donne, che quell ' uomo le aveva rubato per due volte. Sì perché quell 'uomo voleva portarle via la forza della vita e dell' amore e prova ne sia il fatto che ha abusato anche di sua figlia.

La legge umana questa volta non é stata cieca: quell' uomo è stato condannato grazie al coraggio di una madre che ha denunciato, che ha parlato.

Il silenzio complice della colpa della donna di essere donna, di secoli di abusi perpetrati nella quotidiana normalità, di archetipi virginali e religiosi è stato a sua volta violato dall'amore di Angela per sua figlia.

Grazie ad Angela, a sua figlia e alla forza dell ' amore e della vita.

Evi

(1) Angela ha dato il suo consenso alla pubblicazione di queste righe, come testimonianza che dal dolore e l'ingiustizia se ne può uscire, con coraggio.