Conoscete l'Antologia di
Spoon River?
Si tratta di una magnifica
opera poetica di Edgar Lee Masters, 244 epitaffi che raccontano sotto
forma di monologo, le vite condensate degli “abitanti” del
cimitero del paesino americano.
Un susseguirsi di vissuti e
pensieri, a volte sfacciati, altre volte intimi e delicati, che testimoniano l'esperienza di un'umanità elevata e infima allo stesso
tempo: tutti i volti della vita.
Quello che mi ha sempre
affascinato è il confronto fra i personaggi: soprattutto quando si
tratta delle coppie di marito e moglie.
Nell'opera il lettore può
conoscere super partes la verità, semplicemente comparando le
versioni che narrano lo stesso evento o entrando nell'intimo del
protagonista che magari in punto di morte ha voluto affidare alla sua
lapide l'ultima possibilità di rivalsa.
Quando nel mio lavoro
qualcuno mi racconta un episodio, uno stralcio di vita o un ricordo,
ma anche quando commenta un comportamento di qualcun altro, non posso
fare a meno di tenere a mente che si tratta di un punto di vista, che
ogni situazione viene da noi vissuta in base ai propri filtri, alle
nostre credenze e anche in base alle resistenze a non voler vedere
alcuni aspetti che ad occhi altrui possono risultare palesi.
In psicosintesi si usa dire
che il terapeuta ha la funzione di Io ausiliario, una parte obiettiva
che aiuta la persona a uscire da un copione conosciuto per cominciare
a vedere, ma soprattutto a vivere, la realtà che lo circonda
sperimentando nuove parti di sé.
Ho scelto due coppie, i
coniugi Purkapile e i Sibley, i cui vissuti girano intorno al tema
del tradimento.
Roscoe
Purkapile
Mi amava. Oh, come mi
amava!
Non ebbi via di scampo,
dal primo giorno che mi vide.
Ma poi quando fummo sposati pensai
che poteva anche morire e lasciarmi libero,
o magari divorziare.
Ma poche muoiono, nessuna rinuncia.
Allora scappai via e me la spassai per un anno.
Ma lei non si lamentò mai.
Diceva che tutto si sarebbe risolto
che sarei tornato. E tornai.
Le raccontai che mentre facevo un giro in barca
ero stato catturato dalle parti di Van Buren Street
dai pirati del lago Michigan,
e tenuto in catene, così non avevo potuto scriverle.
Lei pianse e mi baciò, e disse che era crudele,
vergognoso, disumano!
Allora mi convinsi che il nostro matrimonio
era una grazia del cielo
e non poteva essere sciolto,
se non dalla morte.
Avevo ragione.
Non ebbi via di scampo,
dal primo giorno che mi vide.
Ma poi quando fummo sposati pensai
che poteva anche morire e lasciarmi libero,
o magari divorziare.
Ma poche muoiono, nessuna rinuncia.
Allora scappai via e me la spassai per un anno.
Ma lei non si lamentò mai.
Diceva che tutto si sarebbe risolto
che sarei tornato. E tornai.
Le raccontai che mentre facevo un giro in barca
ero stato catturato dalle parti di Van Buren Street
dai pirati del lago Michigan,
e tenuto in catene, così non avevo potuto scriverle.
Lei pianse e mi baciò, e disse che era crudele,
vergognoso, disumano!
Allora mi convinsi che il nostro matrimonio
era una grazia del cielo
e non poteva essere sciolto,
se non dalla morte.
Avevo ragione.
La signora
Purkapile
Scappò e restò via per
un anno.
Al ritorno mi raccontò quella storia idiota
che l’avevano preso i pirati del lago Michigan
e tenuto in catene, così non aveva potuto scrivermi.
Finsi di credergli, ma sapevo benissimo
cosa faceva, e che si vedeva con la modista,
la signora Williams, di tanto in tanto,
quando andava in città per acquisti, lei diceva.
Ma una promessa è una promessa
e il matrimonio è il matrimonio,
e per rispetto a me stessa
rifiutai di farmi attirare in un divorzio,
per gli intrighi di un marito che era solo stufo
del giuramento e dei doveri coniugali.
Al ritorno mi raccontò quella storia idiota
che l’avevano preso i pirati del lago Michigan
e tenuto in catene, così non aveva potuto scrivermi.
Finsi di credergli, ma sapevo benissimo
cosa faceva, e che si vedeva con la modista,
la signora Williams, di tanto in tanto,
quando andava in città per acquisti, lei diceva.
Ma una promessa è una promessa
e il matrimonio è il matrimonio,
e per rispetto a me stessa
rifiutai di farmi attirare in un divorzio,
per gli intrighi di un marito che era solo stufo
del giuramento e dei doveri coniugali.
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Signora Sibley
Il segreto delle
stelle:la gravitazione
Il segreto della terra
:giacimenti di pietre
Il segreto del suolo:il
seme
Il segreto del seme: il
germe
Il segreto dell'uomo
:seminare
Il segreto della donna
:il suolo
Il mio segreto: sotto un
tumulo che voi non scoprirete mai!
Amos Sibley
Né il carattere, né la
forza né la pazienza
erano mie doti, ciò che il villaggio credeva che avessi
perché sopportavo mia moglie e continuavo a predicare,
a fare il lavoro che Dio aveva scelto per me.
Io detestavo quella bisbetica, quella sgualdrina.
Conoscevo i suoi adulteri, uno per uno.
Ma tuttavia, se avessi divorziato da quella
dovevo abbandonare il ministero sacerdotale.
Perciò per compiere il lavoro del Signore e per coglierne i frutti,
io l'ho sopportata!
Così ho mentito a me stesso!
Così ho mentito a Spoon River!
E poi mi davo da fare con le conferenze, mi sono
erano mie doti, ciò che il villaggio credeva che avessi
perché sopportavo mia moglie e continuavo a predicare,
a fare il lavoro che Dio aveva scelto per me.
Io detestavo quella bisbetica, quella sgualdrina.
Conoscevo i suoi adulteri, uno per uno.
Ma tuttavia, se avessi divorziato da quella
dovevo abbandonare il ministero sacerdotale.
Perciò per compiere il lavoro del Signore e per coglierne i frutti,
io l'ho sopportata!
Così ho mentito a me stesso!
Così ho mentito a Spoon River!
E poi mi davo da fare con le conferenze, mi sono
candidato per le
elezioni.
Ho fatto il propagandista
di libri, con un solo pensiero in mente:
se faccio i soldi, allora sì che divorzio da quella.
se faccio i soldi, allora sì che divorzio da quella.
Vi lascio nella riflessione,
augurandovi che la verità e la scelta possano essere
presenti e incarnate nella vostra vita, piuttosto che sbandierate
dopo la vostra morte.
Buona settimana
virginia
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